PROGETTO. Critiche da Legambiente, che da anni si occupa del patrimonio delle fortificazioni «Nel piano del Comune troppi edifici e troppo alti, danni irreversibili al paesaggio». Parte un appello: dite la vostra Troppi edifici, e troppo alti, andranno a rovinare il paesaggio di Veronetta e il confinante parco delle Mura. No al cemento, quindi, a discapito del verde, cui è stato assegnato un ruolo decisamente secondario e parziale. Le critiche al progetto di riqualificazione dell'area dell'ex caserma Passalacqua elevate da Legambiente si possono riassumere così. E oltre a contestare il progetto, già approvato in giunta e condiviso dal rettore dell'Università Alessandro Mazzucco, l'associazione contesta anche il modo con cui è stato «imposto. Ancora una volta è mancato un confronto libero e aperto su questi temi, sia con l'associazione, che dopo 15 anni passati a occuparsi del parco delle Mura, poteva offrire una diversa chiave di lettura, che con i cittadini», ha spiegato Lorenzo Albi, presidente di Legambiente. E ieri mattina l'associazione ha voluto lanciare un appello «agli uomini di cultura, ai veronesi che hanno a cuore la bellezza della città», chiedendo loro di esprimersi sul progetto Passalacqua. Tra i temi di discussione, quattro le questioni che secondo l'associazione stridono maggiormente con l'attuale «paesaggio della zona, che andrebbe invece tutelato». Si tratta dell'impatto visivo che avranno i nuovi palazzi, alti fino a 18 metri - un intervento non previsto nel progetto originario - sul più basso muro di Alberto della Scala, testimone delle antiche mura medievali di Campomarzo. «Un danno paesaggistico notevole e irreversibile», ha spiegato Albino Perolo, uno dei volontari che da oltre un decennio si occupano del Parco delle mura. A preoccupare Legambiente non sono solo le nuove costruzioni ma anche l'apertura al traffico della Porta di Campofiore, da cui uscirà la strada interrata, che attraversa il parco, e prevista dal progetto come unica possibilità da cui far scemare il traffico. Inoltre, la scarsa attenzione riservata dal progetto all'area posta tra la Provianda e il bastione delle Maddalene, vicino a dove c'è ora la sede della Protezione civile. «Questo progetto non rappresenta un modello di riqualificazione per il parco delle Mura ma l'ennesimo intervento voluto per monetizzare e far fruttare economicamente anche questa parte della città grazie ai nuovi edifici. Costruzioni che a nostro parere non sono necessarie nè tantomeno funzionali. Gli appartamenti sfitti e disabitati a Verona sono fin troppi, perché aggiungerne ancora?», ha commentato Albi. «È vero che a fronte di tutto ciò, l'amministrazione sostiene che comunque nell'area ci sarà spazio per il parco più grande della città, ma siamo sicuri che questa buona intenzione non verrà sacrificata per nuovi, ulteriori ed inutili, palazzi?», ha concluso il presidente di Legambiente.I.N.