LA DOMUS DI FILOSOFIANA LUOGO DI ARCHEODELIZIE La zona è attraversata dalla strada che fece realizzare Caracalla per unire Catania ad Agrigento e facilitarne i traffici commerciali di grano dalle colline alla costa Ben prima dei tempi previsti è stata riaperta ai visitatori la Villa romana del Casale, malgrado il progetto di restauro in corso coinvolga tuttora i mosaici e le strutture del lato est, visibili dal prossimo ottobre. Per la Settimana della Cultura il Centro regionale per la Progettazione e il Restauro ha collocato i pannelli divulgativi sui lavori che daranno un aspetto diverso allintero complesso posto in una vallata a 6 chilometri da Piazza Armerina. Allinterno del complesso le Terme - con i loro pavimenti musivi ("Le corse in un Circo", "La dama che accompagna i due figli") - rappresentano una tappa obbligata anche per capire di quali comfort fossero dotate le ville romane del IV Secolo. Esempio analogo, non del tutto casuale, privo tuttavia di mosaici affioranti, lo ritroviamo a pochi chilometri dalla stessa Piazza Armerina, in direzione di Mazzarino, in località Sofiana anche detta Filosofiana. I resti delle grandi terme con corridoi di passaggio, apoditherium, vasche per pediluvio, il frigidario-calidario-tepidario, scoperte nella stessa epoca della villa del Casale, confermano che nel territorio - conosciuto ai tempi di Tito Livio come il "granaio di Roma" - vi fossero grandi ville-masserie del tutto autosufficienti. Altri esempi di queste domus agricole emergono nei dintorni del lago di Pergusa, a valle di Monte Navone, lungo il Salso, lungo il Dittaino; e più gli archeologi scavano e più emergono antichi opifici dotati di grandi fosse granarie, di "palmenti" scavati nella roccia, di grandi macine, di terrazzamenti e porticati, di vasche con ninfei. Ciò che sorprende dalla visita a Filosofiana, dovera una di queste domus, in un paesaggio silenzioso e bucolico, è la coincidenza di vicende storiche che ne fanno una località affatto secondaria rispetto alla villa imperiale del Casale. La zona degli scavi doveva essere molto più "affollata" nel passato, se si considera che da qui passava la strada di collegamento tra Catania e Agrigento (la stessa che oggi porta i torpedoni dei turisti da Piazza Armerina verso Mazzarino e Ravanusa). Era chiamata lItinerarium Antonini Augusti. Limperatore Caracalla la fece costruire per agevolare i traffici granari dalle colline alla costa. Presto grandi personaggi vi installarono i loro praedium, come il probabile fondatore della villa del Casale, il console Ceionio Rufio Albino, detto il filosofo, come Nicomaco Flaviano, critico storico, secondo Biagio Pace; o come il missionario Epafrodito, il primo sacerdote dellera cristiana in Sicilia - secondo lo storico Caruso - lo stesso che tra la piana di Gela e lentroterra costruì le prime basiliche cristiane, stando alla tradizione. I resti della "basilica", a poche centinaia di metri dalle terme di Filosofiana, pare siano le tracce più antiche di edificio cristiano nellisola. Ma cè dellaltro scavando nella storia più antica: non è sfuggito agli studiosi tedeschi Nilsson e Hopfener che il viaggio di Platone nellentroterra di Gela - dove il filosofo, con la protezione di Dionigi di Siracusa, avrebbe dovuto edificare Kalipolis, la città dei filosofi - si sia svolto nei luoghi mitici del dio Pan, ove viveva il sacerdote-mago Ecetore, ovvero Sofiana. Gli scavi di Filosofiana - toponimo ricavato dalliscrizione phil sof trovata in alcuni bolli laterizi depoca romana - oggi curati dalla Soprintendenza di Caltanissetta - presentano tracce di insediamenti in sequenza, dallepoca castellucciana (bronzo) al medioevo (Svevi), a testimonianza che le attività agricole e commerciali fossero rimaste intense per lungo tempo. Un terremoto o un probabile straripamento del fiume Gela seppellirono il sito fino agli inizi del novecento quando Paolo Orsi e più tardi Vinicio Gentili, allargarono lorizzonte degli scavi oltre la villa del Casale. Per oltre sette secoli la "città dei filosofi" è rimasta nei racconti popolari e nelle leggende, tra cui quella che narra di un magico tesoro che appariva al viandante che si recava di notte alle vicine grotte del Canonico, o a chi percorreva il pericoloso sentiero verso la "fiera magica" di monte Navone. Oltre la leggenda questo territorio per lungo tempo è stato rifugio di briganti che nascondevano nelle grotte il loro bottino; ma un "tesoretto" gli archeologi lhanno trovato proprio dentro una fornace per laterizi: trecento monete di bronzo coniate tra lepoca di Adriano e Costanzo (II-IV Secolo) che hanno svelato le attitudini commerciali nellepoca imperiale. Questo tesoretto oggi si trova al museo di Gela, ma chi cura la visita ai "luoghi dei filosofi" è il Gruppo archeologico Villari di Piazza Armerina (Gruppi archeo dItalia): «Da alcuni anni, grazie a una convenzione con la Soprintendenza - dice Ugo Adamo, coordinatore del gruppo - teniamo puliti i luoghi, accompagniamo turisti e aggiorniamo le nostre conoscenze scientifiche. Operiamo con grande fatica se consideriamo che la vecchia strada provinciale per Piazza Armerina è in parte franata, e nessuno interviene malgrado le nostre segnalazioni» Ancora una volta sono i volontari a tenere viva la memoria di luoghi meno frequentati dai turisti, ragione in più per ritenere che la futura gestione dei beni culturali non possa prescindere dal loro coinvolgimento, come già avviene per la Kolymbetra di Agrigento, gli scavi di Agyrion, larea della riserva di Entella ed altre decine di siti dove le istituzioni spesso non arrivano in tempo.
SICILIA - A pochi chilometri da Piazza Armerina un complesso simile alla Villa del Casale
La zona di Filosofiana, in provincia di Caltanissetta, è stata oggetto di scavi archeologici che hanno rivelato la presenza di una villa romana del IV secolo, con terme e altri edifici. La zona era collegata alla villa del Casale, nota per i suoi mosaici, tramite la strada di collegamento dell'Imperatore Caracalla. La villa di Filosofiana era probabilmente la sede di un console romano e conteneva terme, corridoi di passaggio e un frigidario-calidario-tepidario. Gli scavi hanno anche rivelato la presenza di un'antica basilica cristiana e di un tesoro di monete di bronzo. La zona è stata oggetto di attività commerciali e agricole per secoli e ha visto la presenza di briganti e briganti.
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