Di tanto in tanto, in queste Lettere, affiora il tema del Carlo Felice, che è, per noi genovesi, unistituzione importante. E per lo più, quando ci sono difficoltà, cè un colpevole di turno: una volta il sovrintendente o il commissario; unaltra volta il sindaco; quasi sempre il sindacato. Ma il tema va approfondito, e dovremmo ormai renderci conto che la radice del male è altrove. E nellimpostazione dei teatri lirici in Italia. Me ne sono convinto dopo avere letto un breve articolo pubblicato su queste stesse pagine sotto la firma di Mario Ruffini, un musicologo che abita a Firenze. Il mondo dei teatri lirici è impostato in Italia in modo diverso da altri paesi, e in modo, aggiunge Ruffini, che inevitabilmente porta allo spreco e alla crisi. Vorrei dunque che se ne parlasse: e non sarebbe male se Genova diventasse il centro del dibattito, non per raccogliere allori, ma per contribuire in un certo lasso di tempo allimpostazione più ragionevole, più razionale, del problema. Il teatro lirico è una delle istituzioni (non sono tante) che contribuiscono al buon nome dellItalia. Vogliamo lasciarli affondare ?