'Italia Langobardorum' non convince Icomos, l'agenzia incaricata della supervisione del progetto. Potrebbe slittare tutto di uno o due anni. Bisogna decidere se andare avanti o aspettare. Oggi incontro Comune, Curia e Soprintendenza... 'Italia Langobardorum', la candidatura seriale con la quale la Chiesa di Santa Sofia ambiva ad entrare nel patrimonio Unesco, non ha convinto a pieno Icomos, l'agenzia incaricata della supervisione del progetto. Il comitato controllore ha pronunciato un 'ni' che ha complicato di molto le cose. Icomos ha fornito una serie di suggerimento non vincolanti ai siti inglobati nella candidatura, una sorta di lista di aggiusti che potrebbero migliorare il pregio della candidatura. Tecnicamente quindi i referenti della proposta potrebbero anche decidere di insistere, trascurando i rilievi mossi dall'Icomos e facendo approdare già il prossimo luglio la candidatura davanti al comitato mondiale. Potrebbe però trattarsi di un azzardo visto che dalle recenti e folte bocciature (11 su 33 proposte) l'indirizzo dell'Unesco sembra proprio quello di ridurre drasticamente il numero di ingressi nel patrimonio dell'umanità. Per Italia Langobardorum tutto dipenderà dunque dalla decisione che verrà presa martedì prossimo, a Roma, in un incontro fra i rappresentanti dei singoli centri della rete convocato al Ministero per i beni e le attività culturali. In quell'occasione, ai referenti delle località del sito seriale verranno resi noti nel dettaglio i motivi della decisione dell'Icomos e le specifiche richieste di integrazione. Al termine della disamina si valuterà congiuntamente se andare avanti subito tentando la sorte o seguire le indicazioni di Icomos e quindi far slittare il tutto di uno o due anni. Nel secondo caso, infatti, l'iter della candidatura dovrà ripartire da capo nel gennaio 2010, ripercorrendo nuovamente la tappa delle visite degli ispettori in tutte le località della rete. Nel caso si opti per questa ipotesi i vari comuni e amministrazioni chiamate in causa (Benevento, Brescia, Cividale del Friuli, Castelserpio in provincia di Varese, Spoleto e Campello del Clitummo nel perugino, Monte Sant'Angelo in provincia di Foggia), dovranno lavorare sodo e in stretta sinergia. Intanto oggi a Benevento Comune, Soprintendenza e Curia, si riuniranno per discutere delle richieste avanzate da Icomos e decidere le mosse future. Poi a Roma si ufficializzerà la decisione congiuntamente agli altri cocandidati.