Materialmente i sigilli vengono apposti dai Carabinieri solo ieri pomeriggio quando la notizia del sequestro di villa Cannavaro sta rimbalzando da ore su decine di siti internet. Una circostanza su cui i legali dell'attaccante della Nazionale, i penalisti Alfonso Maria e Annalisa Stile, esprimono «stupore per la notizia, reso noto alla difesa, e quindi al diretto interessato Fabio Cannavaro, solo alle ore 16, allorché vi è stata notifica del provvedimento». Un provvedimento che vede indagato il calciatore per abuso edilizio e altre quattro persone, due tecnici del cantiere (il geometra Gaetano Zanga e l'ingegnere Nicola Salzano de Luna) e due funzionari di Comune e Soprintendenza (Anna Maria D'Aniello e Nicolina Ricciardelli). Nel mirino, questa volta, un muro che non ci sarebbe dovuto essere (e uno di calcestruzzo invece che di materiale tufaceo) e alcuni reti di recinzioni. Mentre la piscina di 25 metri, sostengono ieri i legali, non è mai stata interessata da alcun tipo di lavori negli ultimi anni. Storia tormentata (e lunga) quella della villa acquistata da Cannavaro nel 2005 e finita quasi subito nel mirino dei magistrati (a procedere oggi come allora il pm della sezione Ecologia della procura, Giuseppe Noviello). Tutti i permessi per ristrutturare la villa bianca di via Petrarca con panorama mozzafiato sul golfo vengono chiesti e ottengono il via libera. Il primo stop esattamente due anni fa, era la fine di aprile, quando il pm (sempre Noviello) rileva alcuni abusi che risalgono, però, al 1959, l'anno in cui il manufatto è stato costruito. Ma se è in parte abusiva la villa, sono abusivi anche i lavori è la tesi dell'accusa che non si vede accogliere la richiesta di sequestro dal gip e dopo un appello del pm è il Riesame a dare l'ok. La vicenda finisce davanti alla Cassazione a cui fanno ricorso, nel dicembre successivo, i legali (sempre lo studio Stile) del neo acquisto della Juventus. E i giudici romani stabiliscono (senza rinvio) che quei sigilli non potevano essere apposti. L'inchiesta cioè era da archiviare, è la tesi ella difesa del calciatore. Sino a quando la Procura torna all'attacco. «Il gip Buccino Grimaldi - scrivono ieri in una nota i legali che oggi presenteranno istanza di dissequestro al Riesame - pur disponendo un nuovo sequestro ha ritenuto legittimo il permesso di costruire e quindi non superabile la sentenza della Cassazione, rilevando tuttavia alcune difformità rispetto ai grafici allegati al permesso stesso». Una battaglia legale complicata con un nuova puntata che il professore Alfonso Maria Stile spiega così: «Ci sono state piccole modifiche rispetto al progetto di ristrutturazione presentato ma è stato lo stesso Cannavaro, nell'ottobre scorso, ad avvertire le autorità competenti di queste difformità. Facendo al contempo richiesta di sanatoria». Cose minime, ma è la tesi della difesa, su cui dopo viene chiesto finanche il ripristino. Che viene comunque negato da alcuni uffici e richiesto invece da altri. In mezzo la nuova richiesta di sequestro che ieri fa scattare i sigilli. «Ma in base - sottolineano i legali - a una consulenza del pm del de luglio del 2007 e quindi antecedente alla sentenza della Cassazione». Ma Fabio Cannavaro la notizia di questo ennesimo provvedimento l'ha presa ugualmente con rammarico. ad. pa.
CAMPANIA - apposti i sigilli alla villa di Cannavaro
I Carabinieri hanno apposto sigilli a villa Cannavaro di Fabio Cannavaro, indagato per abuso edilizio. La villa, acquistata nel 2005, è stata oggetto di lavori di ristrutturazione senza il permesso necessario. I legali del calciatore sostengono che i lavori erano stati autorizzati e che la villa non è stata interessata da lavori negli ultimi anni. La Procura di Roma ha richiesto il sequestro della villa, ma il gip ha rifiutato. I legali del calciatore hanno presentato istanza di dissequestro al Riesame. La vicenda è stata già esaminata dalla Cassazione, che ha stabilito che i sigilli non potevano essere apposti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo