Berlusconi arranca ma da noi tra 15 giorni si partirà coi lavori L'assessore Conti: non siamo i primi della classe, giochiamo d'anticipo per far ripartire l'edilizia FIRENZE. Sul piano casa il governo si impantana, mentre la Regione procede velocemente, tanto che già ai primi di giugno potrebbe essere possibile iniziare a mettere in cantiere demolizioni e ampliamenti di volumetrie. Berlusconi, infatti, prima ha annunciato il varo del decreto sulla semplificazione collegata al piano casa e poi è stato costretto a fare marcia indietro dopo aver risposto picche alla richiesta delle Regioni di concedere il 55 del credito di imposta ai proprietari che adeguano gli immobili alle norme antisismiche nelle aree a rischio terremoto. L'accordo non si è chiuso e la Toscana è e rimane l'unica Regione ad avere varato la sua legge. L'assessore all'urbanistica Riccardo Conti, però, rifiuta l'etichetta di «primo della classe» nella corsa al varo del piano casa dopo che la Toscana era stata una delle Regioni più critiche a rispondere al primo annuncio del premier. «Noi la legge l'abbiamo fatta rispettando i termini dell'accordo stipulato tra Stato e Regioni. Se poi Berlusconi - afferma Conti - non è stato in grado di varare il decreto legge che si era impegnato a fare è un bel problema per il presidente del Consiglio. Noi, comunque, non siamo stati più realisti del re: tutte le altre Regioni arriveranno dopo di noi e staremo a vedere la qualità delle leggi che approveranno». Conti, però, non enfatizza il valore della legge appena approvata dal consiglio regionale e che sarà immediatamente operativa, anche se nel frattempo non verrà approvato il decreto legge del governo, dopo che saranno trascorsi i canonici 15 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino della Regone. «E' una legge di utilità relativa, nata per cercare di dare una risposta parziale alla crisi economica. Occorreva dare degli incentivi all'edilizia concedendo la possibilità di ampliare le volumetrie nel quadro delle norme e dei regolamenti urbanistici - aggiunge Conti - e non in barba a ogni pianificazione come invece avrebbe voluto fare Berlusconi. A fronte della crisi, abbiamo voluto dare un contributo congiunturale con una legge che il Pdl ha giudicato troppo restrittiva». Questo, però, non è che il primo atto della manovra anticiclica: «Con questa legge abbiamo dato una risposta al muratore che rischiava di rimanere senza lavoro. Al muratore dico che questa legge non risolverà molti problemi, ma per quello che vale, come misura di sostegno della congiuntura, l'abbiamo comunque approvata. Adesso abbiamo in cantiere provvedimenti molto più significativi, ossia un vero e proprio piano casa per costruire alloggi di edilizia sociale in tutta la Toscana che porterà un forte beneficio all'industria delle costruzioni più strutturata e, infine, un pacchetto di 7 miliardi euro per finanziare la realizzazione delle infrastrutture». La legge toscana, che presto sarà operativa, prevede di poter ampliare gli edifici mono o bifamiliari oppure con superficie utile lorda non superiore a 350 mq. L'ampliamento può arrivare fino al 20 della superficie utile lorda per un massimo di 70 metri quadrati. In caso di demolizione e ricostruzione l'incremento di volume può arrivare fino al 35. Questi progetti devono però essere in accordo con gli strumenti urbanistici comunali. Non si possono realizzare ampliamenti, tra l'altro, in edifici collocati all'interno di centri storici, in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, in parchi e riserve nazionali e regionali, oppure in aree soggette «a piano attuativo dalla pianificazione urbanistica comunale». Escluse anche le abitazioni per le quali è stato richiesto il condono e gli edifici non accatastati.