NAPOLI Meglio non dare false speranze agli animali dello Zoo. Il progetto per il Bioparco nuovo giardino zoologico che secondo il presidente della struttura, Cesare Falchero, dovrebbe essere terminato entro due anni secondo la Soprintendenza ai Beni architettonici «viene espletato attraverso un solo grafico, in alcuni casi senza nemmeno il supporto di una foto. Tale limitazione, ovviamente, non consente una valutazione esaustiva delle opere che si intendono effettuare e in che modo queste verranno articolate. Tutto questo assume particolare rilevanza se si pensa che diversi interventi sono particolarmente consistenti e non tutti condivisibili». Una doccia fredda per l'imprenditore napoletano che, annunciando ai giornalisti la nascita di due splendidi leoncini nello Zoo di Napoli, aveva detto l'8 maggio scorso: «Finalmente abbiamo avuto l'ok dalla Sovrintendenza, il che significa che ora potremo far partire i lavori di restyling e di ampliamento, il tutto a vantaggio dei nostri animali». Più che di un «ok», si tratterebbe dunque stando alla relazione del 4 aprile 2009 protocollata col numero 6032 di un «parere favorevole di massima, in attesa di un progetto, completo in ogni sua parte». Il progetto è attualmente in fase preliminare, e come ricorda il Soprintendente Stefano Gizzi, «le fasi previste sono tre: dopo il progetto preliminare c'è quello definitivo, e poi quello esecutivo. Solo dopo aver ricevuto l'approvazione per il progetto esecutivo è possibile dare il via ai lavori». Nella relazione firmata dall'architetto Ugo Carughi, funzionario della Soprintendenza, si evidenziano ulteriori riserve circa «la realizzazione di un corpo ascensore esterno all'edificio di Villa Lionetti sulla cui realizzazione, sin d'ora, questa Soprintendenza esprime forti perplessità sia per la qualità del monumento su cui si interviene sia per l'impatto negativo che spesso generano questo tipo di strutture. Inoltre, è prevista anche la realizzazione di nuovi edifici, come quelli per gli uffici amministrativi, che andranno comunque valutati sulla scorta di un progetto che non è stato presentato». Il «recupero e il restauro del ristorante », oltretutto, «si mostra poco chiaro». In buona sostanza, secondo la Soprintendenza «bisognerà redigere un progetto completo in ogni sua parte, con una esaustiva documentazione fotografica, dettagliati grafici di rilievo e di progetto nonché una relazione tecnica esaustiva». Piccolo particolare: lo Zoo di Napoli, si apprende da fonti ben informate, non ha ancora versato le cifre dovute circa un milione di euro alla Mostra d'Oltremare per un anno di fitto arretrato. Così l'ente Mostra, a cui spetta la consegna del progetto esecutivo per il Bioparco alla Soprintendenza, ha instaurato un contenzioso nei confronti della società presieduta da Falchero. Fin quando il debito non verrà saldato, assicurano dagli uffici di piazzale Tecchio, nessun progetto verrà consegnato.
NAPOLI - La soprintendenza sul futuro dello zoo: Progetto poco chiaro
Il progetto per il nuovo Bioparco di Napoli, previsto per essere terminato entro due anni, è stato oggetto di critiche dalla Soprintendenza ai Beni architettonici. Il progetto è stato presentato senza una valutazione esaustiva e senza supporto fotografico, limitando la possibilità di valutare le opere. Il progetto include interventi consistenti e non tutti condivisibili, come la realizzazione di un corpo ascensore esterno all'edificio di Villa Lionetti, che la Soprintendenza esprime forti perplessità. Inoltre, il recupero e il restauro del ristorante non sono stati chiariti. La Soprintendenza richiede un progetto completo in ogni sua parte, con documentazione fotografica e grafici dettagliati.
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