EMERGENZA TERREMOTO3. Sono impegnati da oltre un mese in provincia de L'Aquila. Non hanno salvato solo persone, anche statue e dipinti La testimonianza: «Tra la polvere appare il volto della Madonna in terracotta» Erano partiti subito dopo il terremoto e superata la prima fase di emergenza con il recupero di salme e per fortuna anche di persone ancora vive, i vigili del fuoco veronesi che sono tuttora in Abruzzo, sono stati impegnati nel recupero dei beni culturali e di beni personali della popolazione nelle case disastrate. Da quel sei aprile il personale è stato continuamente avvicendato. In particolare la squadra specializzata in tecniche Saf, speleo alpino fluviale. Tra i lavori che hanno dato maggiore soddisfazione ai nostri vigili del fuoco c'è stato quello di lavorare nella basilica di Collemaggio assieme ai colleghi Saf dei comandi di Belluno e Roma. «Il compito affidatoci era il recupero di alcune tele di grandi dimensioni e il recupero di una Madonna in terracotta sul lato destro della basilica», spiega il funzionario Rodolfo Ridolfi, «la situazione statica della chiesa era a dir poco catastrofica perché tutta la parte centrale settecentesca era crollata lasciando in piedi alcuni monconi penzolanti di cemento armato come spada di Damocle esattamente sopra la nicchia ove era posta la Madonna con bambino. La parte più absidale ad arco gotico, sotto la quale erano posizionati i due grandi dipinti, era a costante rischio di crollo dovuto al fatto che gli elementi portanti dell'arco si stavano scalzando e che il soffitto soprastante l'arco stesso era crollato andando a pesare sulla finta volta gotica», continua Ridolfi, «consci del rischio in atto e delle percepibili scosse di assestamento presenti, abbiamo cercato di ottimizzare le operazioni di recupero per rimanere esposti il minor tempo possibile nominandola col sorriso a denti stretti "operazione Cernobyl 2" ricordando i "liquidatori" di quella vicenda: in zona sicura veniva pianificata la successiva fase di intervento, dopodiché si correva si eseguiva e si ritornava dopo pochi minuti al centro della chiesa. Con questa tecnica sono state staccate le due grandi pale che date le dimensioni e l'esiguo numero di colleghi operativi hanno richiesto uno sforzo cospicuo». Le due pale, una volta staccate, sono state portate all'esterno con una piattaforma sollevata da una gru dove sono state affidate al personale della locale sovraintendenza alle belle arti. La soddisfazione dopo questa prima fase di recupero è stata tangibile perché i due dipinti sono risultati intatti e finalmente collocati in luogo sicuro e protetto anche da agenti atmosferici. Anche dal punto di vista strettamente personale la soddisfazione è stata grande: all'interno della chiesa complice la polvere che ricopriva la statua, lo stress,la fretta di fare presto e bene senza esporsi inutilmente non avevano permesso di valutare appieno l'estetica del viso della Madonna e del bambino. «Quando finalmente fuori la tensione è calata e abbiamo pulito la statua, ho potuto ammirare e godere del bellissimo incarnato cinquecentesco della Madonna con la soddisfazione di essere stato l'artefice con i miei colleghi di questo speciale salvataggio: infatti gli aquilani presenti erano particolarmente commossi e ci hanno spiegato che proprio quella Madonna con bambino ha un significato straordinario per loro e la loro città», spiegano i vigili della squadra Saf che erano presenti al recupero.A.V.
I vigili del fuoco specialisti nel recupero di opere d'arte
I vigili del fuoco veronesi sono stati impegnati per oltre un mese in provincia di L'Aquila per il recupero dei beni culturali e personali dopo il terremoto. La squadra specializzata in tecniche Saf ha lavorato nella basilica di Collemaggio per il recupero di tele e una Madonna in terracotta. La situazione era critica a causa del crollo della parte centrale della chiesa e del rischio di crollo della parte absidale. I vigili hanno utilizzato una tecnica chiamata "operazione Cernobyl 2" per ottimizzare le operazioni di recupero. La Madonna in terracotta è stata finalmente recuperata e collocata in un luogo sicuro, protetto anche da agenti atmosferici.
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