«Il nostro intento è quello di puntare sempre pi sull'oggettistica, come fanno le maggiori strutture museali europee - spiega Francesco Marcolini, Presidente di Zètema, la società del Campidoglio che gestisce i servizi, gli eventi e le attività culturali - per le quali proprio questo segmento rappresenta una delle principali fonti di reddito nei bookshop. E per questo che abbiamo pensato in collaborazione con l'assessorato alle Politiche Culturali e con la Sovraintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma, a un concorso di idee volto alla creazione di una linea di articoli da inserire nel merchandising dei Musei civici di Roma Siamo certi che la qualità e l'italianità delle proposte sarà premiata». Due le categorie in gara, studenti e professionisti, e i rispettivi premi da 5mila e 2omila euro (si veda l'articolo a fianco). L'iniziativa di incrementare e tipicizzare l'offerta degli oggetti venduti nei 17 Musei civici di Roma (tra cui Musei Capitolini, Museo di Roma, Macro, Mercati di Traiano, l'Ara Pacis, la Centrale Montemartini, i Musei di Vil la Torlonia, la Villa di Massenzio, il Museo Civico di Zoologia e le Ludoteche della Casina di Raffaello e Techno), è stata anche il frutto di una sperimentazione svolta recentemente all'Ara Pacis. Proprio in questo luogo dedicato, per le tematiche delle mostre, soprattutto al contemporaneo, erano stati espostiperlavenditapezzi di design e libri di pregio venduti poi a somme inimmaginabili per un museo; basti pensare ad un libro dell'artista Mimmo Paladino che ha sfiorato i 18mila euro e tre grandi lampade dello stesso maestro a 2.300 euro l'una. Ovviamente si tratta di casi unici, ma la strada indicata è chiara, oltre ai pi convenzionali oggetti che ogni turista italiano o straniero generalmente si porta a casa, si punta sulla riconoscibilità del marchio italiano all'estero. Fino ad oggi il fatturato bookshop nel circuito deiMusei civici del Comune è passato da 1.124.172 euro del 2006 a 1.587.485 del 2008 (41). Un giro d'affari diversificato che vede comunque il7o del fatturato concentrato sull'editoriae il restante 30 sull'oggettistica. «E' questa la percen tuale che intendiamo modificare, anche se non siamo in grado oggi di ipotizzare un dettagliato incremento - sottolinea Marcolini - ci vorrà tempo per far capire al fruitore medio che in un punto vendita di un museo vi si potrà recare indipendentemente dalla visita alla struttura per comprare un elemento di arredo oppure i regali di Natale». Al momento la parte del leone è dunque di quella serie dipubblicazioni che, oltre ai cataloghi delle mostre, spaziano dalle guide turistiche della città alla letteratura, dal design ai saggi e alle monografie d'artisti, dalle collezioni agli itinerari insoliti che illustrano i siti del design anche in lingua inglese, russa, francese, spagnola e tedesca. Per esempio, nel 2008 si sono vendute ben i.8o copie del volume in inglese Roma ricostruita per un totale di 22milaeuro. Il successo poi della mostra sul Beato Angelico, aperta l'8 aprile, ha portato a oggi un totale di 18.957 euro realizzato fra 517 cataloghi venduti e 438 pezzi di oggettistica.
ROMA - Operazione merchandising nei musei della capitale
Il Campidoglio ha lanciato un concorso per creare una linea di articoli per il merchandising dei Musei civici di Roma. Il concorso è aperto a studenti e professionisti e offre premi di 5.000 e 2.000 euro. L'idea è di aumentare e tipicizzare l'offerta degli oggetti venduti nei musei, come già fatto all'Ara Pacis. Il fatturato bookshop nel circuito dei Musei civici del Comune è passato da 1.124.172 euro del 2006 a 1.587.485 del 2008, con il 70% del fatturato concentrato sull'editoria e il restante 30% sull'oggettistica.
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