gallarateconsiglio comunale Mucci spara sui padani: «E' il partito della lingua lunga e della memoria corta» «Siete diventati il partito della lingua lunga e della memoria corta». Diagnosi impietosa quella che il sindaco Nicola Mucci formula nei confronti della Lega Nord. Ma la lista dei pazienti del primo cittadino è lunga e tocca tutto l'arco delle forze di opposizione. A scatenarne l'elenco, i contenuti della discussione sul documento di inquadramento dei piani integrati di intervento. Una questione tanto tecnica, quanto cruciale per lo sviluppo urbanistico della città, approvato lunedì dal consiglio comunale. «senza contenuti» «Mi dispiace che le minoranze si siano fermate alle questioni procedimentali, agli aspetti legulei piuttosto che a quelli di contenuto», l'esordio del capo della giunta. Il riferimento a due questioni sospensive, una presentata dalla Lega, alla luce di una nuova delibera regionale riferita proprio ai piani integrati di intervento per i Comuni come Gallarate che ancora non hanno il piano di governo del territorio, la seconda da Cinzia Colombo (La Sinistra), convinta della necessità che, prima del voto, il documento ricevesse il parere dei consigli di circoscrizione. il capitolo 336 Entrando nei contenuti, però, la musica suonata da Mucci cambia di poco. Anzi, se possibile, si alza di volume. «Da tempo chiedete una sensibilità maggiore su trasporti compatibili con l'ambiente, oggi per ragioni politiche non ne avete parlato». Mentre il documento in votazione contiene riferimenti al quarto binario verso Milano e alla seconda stazione ferroviaria a Madonna in Campagna. Al primo cittadino non è poi piaciuto che le critiche delle opposizioni abbiano fatto riferimento soprattutto alla variante 336, che «non è il punto nevralgico di questo documento». Anche se il testo votato lunedì definisce le modalità di costruzione all'interno del comparto. «Spero che per il Partito democratico arrivi il momento di guardare con serenità a quanto fa questa amministrazione», l'avvio della requisitoria rivolta ai singoli partiti, «non potete privare la città del contributo delle vostre capacità amministrative solo per questioni pregiudiziali». «fate ciò che dico» Ed è a questo punto che Mucci ha sfidato a duello l'Alberto da Giussano. «Il Carroccio non ha mai abbandonato la voglia di rivalsa nei confronti di questa amministrazione», l'affondo, «conoscete la situazione urbanistica, conoscete le ragioni che contraddicono le vostre». Di più, «tutti sanno cosa accade nelle amministrazioni guidate dal Pdl e quali in quelle rette dalla Lega». Nel senso che «i supermercati si fanno dove governa il Carroccio». Un colpo duro, visto che il riferimento è a Tradate, dove il sindaco è Stefano Candiani, segretario provinciale del Carroccio. «Per difendere il territorio non bastano le parole di Umberto Bossi, ma serve coerenza a livello locale». Anche se, questa la diagnosi, «ormai siete il partito del "fate ciò che dico, non quello che faccio"». Riccardo Saporiti