Arriva un nuovo stop, forse il definitivo, al porto canale di Bagnoli. Le Sovrintendenze, quella ai Beni ambientali e quella Archeologica lo hanno categoricamente bocciato. A Bagnoli si può ipotizzare solo un porto tradizionale, non un scavo profondo cento metri come il porto canale. Ieri l'ultimo confronto a Palazzo San Giacomo: «Al termine di una riunione informale - riferisce il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Santangelo - ci è stato detto che il porto canale interrompe la linea di costa, quindi bisogna pensare a opzioni che disegnino un porto tradizionale, che non deturpi la linea di costa, da realizzare dentro lo stesso specchio acqueo». ROANO A PAGINA 33 L'ulteriore no delle sovrintendenze al porto canale per Bagnoli è un altro tassello che spinge sempre più verso un cambio, un adeguamento del progetto urbanistico per l'area occidentale. A difenderlo ormai sono rimasti pochi e sparuti pezzi della sinistra radicale, mentre sempre più ampi e grandi pezzi del Pd e della maggioranza di centrosinistra sono pronti a mettere mano al piano e non ne hanno mai fatto mistero. La questione urbanistica, questa la realtà, è ancora suscettibile di modifiche. Questioni di bottega elettorale hanno fermato negli ultimi mesi lo scontro, ma l'accelerazione impressa dalle sovrintendenze sulla impossibilità di costruire il porto canale, stanno smuovendo le acque nonostante la tregua sancita alla vigilia delle elezioni. Con quali strumenti procedere? Con la legge regionale sul territorio è stato istituito il tavolo di coprogrammazione dei territori, uno strumento che va ben al di là degli accordi di programma e che deve decidere nel giro di quattro mesi il da farsi. Basta che il Comune ne faccia richiesta per l'attivazione, l'unica sede istituzionale che ha competenza sulla materia per eventuali modifiche dei piani è proprio quella. Il presidente è Pasquale Sommese che nel recente passato ha già dichiarato di essere disponibilissimo ad aprire i negoziati nella nuova sede istituzionale varata dalla Regione. Fin qui il tavolo di coprogrammazione. Ma si sa che le sensibilità politiche sul futuro dell'area ex Italsider sono acute e gli screzi fra sinistra radicale e il resto della maggioranza sulla vicenda sono ancora all'ordine del giorno. Ecco allora che un accordo di programma, strumento meno agile e più lento rispetto al tavolo di coprogrammazione, ma forse più adattabile alle esigenze politiche di questo centrosinistra, potrebbe essere preso in considerazione. Perché si potrebbero risolvere le questioni senza passare lo stesso per l'aula del Consiglio comunale. E trovare un compromesso fra porto canale e colmata i due nodi che non si riescono a sciogliere. A Bagnoli, intanto se è vero che i cantieri non si fermano, perché la bonifica bene o male va avanti, è altrettanto vero che le grandi progettazioni, a cominciare dall'immenso parco urbano - che analisti economici di qualsiasi colore politico ritengono non sostenibile per l'area - continuano a seminare dubbi. È bene avviata solo la porta del parco. Ma li sono previsti centri benessere che rendono appetibile l'investmento. lu.ro.