14 maggio 2009 I dem denunciano i tagli del governo alla cultura: «Guardiamo alla qualità, non ai guadagni» «Fino a che sarò segretario del Partito democratico, la nostra scelta sarà quella di investire sulla difesa della memoria e dell'identità italiana, perché questa è la vera ricchezza del nostro paese». La promessa di Dario Franceschini è giunta al termine del convegno Il bello dell'Italia, promosso da Giovanna Melandri ed Ermete Realacci. Un appuntamento previsto inizialmente a pochi giorni di distanza dal terremoto abruzzese, poi rinviato per rispetto alle vittime. E, inevitabilmente, la ricostruzione delle città colpite dalla calamità, L'Aquila in testa, viene assunta a simbolo dell'investimento che i dem chiedono al governo a favore dell'identità italiana. Se il capoluogo abruzzese non sarà ricostruito com'era, teme l'assessore provinciale Michele Fina, che per la prima volta dal 6 aprile ha lasciato la città per partecipare al convegno, «passerà l'operazione di immagine, finirà il G8 e a noi rimarrà una città con pochi abitanti, destinata a scomparire ». Melandri ha denunciato il taglio di un miliardo di euro in tre anni imposto dal governo al settore della cultura e ha spiegato che «per attrarre capitali, è necessario tenere insieme il pubblico e il privato, fare crescere insieme i finanziamenti dell'uno e dell'altro». In ogni caso, il Pd rifiuta qualsiasi interpretazione economicista della tutela dei beni artistici italiani: «Il parametro per gli investimenti ha chiarito Franceschini non può essere il ritorno economico, ma la qualità». Anche l'ex ministro del settore Francesco Rutelli ha richiamato la necessità di una crescita degli investimenti dello stato, anziché puntare su provvedimenti a costo zero, che per di più rischiano di colpire pesantemente il territorio italiano. Il riferimento è ovviamente alla prima bozza del piano casa predisposta dal governo, poi bloccata per l'intervento delle regioni. «La crisi economica secondo Franceschini sta diventando per il governo un alibi per eliminare le regole e fronteggiare l'emergenza senza guardare al futuro. Il piano cementificazione è il provvedimento più simbolico in questo senso». E a Berlusconi, che tempo fa aveva sostenuto che parlare di ambiente in tempi di crisi è come curare la polmonite con una permanente, ha ribattuto Realacci: «Che ne pensa allora dell'acquisizione della Chrysler da parte di Fiat, possibile proprio grazie alle competenze sulle tecnologie ecosostenibili dell'azienda Italia?». Rutelli ha provato a fornire un punto di vista alternativo per quanto riguarda gli investimenti a favore dell'edilizia: «Un programma anticiclico è possibile solo se si interviene su aree già compromesse dalle costruzioni, non in quelle vergini, e se determina un incontro virtuoso con i temi ambientali ed energetici». In questa stessa direzione, Franceschini ha proposto al governo di «estendere il credito d'imposta al 55 per cento per tutti gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento alle norme antisismiche nelle abitazioni e di avviare un piano d'azione nella stessa direzione su tutti gli edifici pubblici». Per il segretario del Pd, però, la tutela dei centri storici va oltre il piano strettamente architettonico. «Bisogna tenerli vivi ha spiegato favorire la residenza al loro interno, anche utilizzando la leva fiscale, e aiutare i negozi e gli artigiani che hanno lì le loro botteghe».
Il Pd investe sull'Italia: Memoria e identità sono la nostra ricchezza
Il 14 maggio 2009, il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha tenuto un convegno intitolato "Il bello dell'Italia" a Roma, insieme a Giovanna Melandri e Ermete Realacci. Il convegno era stato inizialmente previsto per il 6 aprile, ma è stato rinviato a causa del terremoto abruzzese. Franceschini ha denunciato il taglio di un miliardo di euro in tre anni imposto dal governo al settore della cultura e ha spiegato che per attrarre capitali, è necessario tenere insieme il pubblico e il privato.
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