Metti una sera ai musei pistoiesi, si parte oggi "Metti una sera ai musei di Pistoia". È la prima iniziativa del nuovo curatore di Palazzo Fabroni, Ludovico Pratesi. I primi appuntamenti saranno oggi e sabato prossimo. oggi alle 16,30, rendez-vous al Museo civico, per una visita alla "Maddalena della Sacra Conversazione", di Lorenzo di Credi ed altri personaggi. Si ragiona di aneddoti, sacre leggende, unguenti e preparazioni medicamentose nelle farmacie cittadine. A seguire, visita all'antica farmacia Nannucci di via Orafi (Prenotazioni al n. verde 800012146). Sabato, dalle ore 21, Pratesi presenterà "Art video night". Dal Museo civico al Palazzo Fabroni, si ripeterà un viaggio-dialogo, ed un confronto, fra tradizione e modernità, tra l'arte del passato e del presente. Non occorre prenotazione; la partecipazione è gratuita. Alle 21, di nuovo porte aperte al Museo Civico, fino alle 24. In programma, visite guidate. Alle 22 si aprirà anche Palazzo Fabroni. Pratesi presenterà nove video di artisti italiani delle ultime generazioni. Al piano primo, "lezione" su esperienze, limguaggi e nuovi itinerari della videoarte italica. Seguiranno, al piano secondo, visite guidate della collezione permanente, a cura dell'associazione culturale Seminarte. La serata si concluderà con un brindisi beneaugurante: sulla terrazza, a mezzanotte. (p.g.) PISTOIA. «Palazzo Fabroni si aggiorna: se fino ad ora è stato spazio espositivo, voce internazionale d'arte contemporanea, di cui restano precisi esempi, d'ora in poi sarà museo. Con tutto ciò che comporta "essere museo" oggi». Parola di Ludovico Pratesi, scelto come nuovo curatore scientifico della storica residenza nobiliare pistoiese, ma con gli occhi tutti volti al futuro. «Ludovico Pratesi è un arrivo molto gradito - ha sottileneato l'assessore alla cultura Rosanna Moroni - poiché ci offre le più certe garanzie di buon lavoro: sarà lui il degno erede di Bruno Corà, cui esprimiamo il nostro grazie per quanto di buono ha espresso, congiuntamente alla sempre attenta e intelligente Chiara D'Afflitto che ricordiamo con affetto e gratitudine come direttrice del Museo Civico. Ma ora è tempo di dare l'avvio a Pistoia ad una nuova fase di programmazione e sviluppo dell'arte contemporanea». «È una questione di sostanza ed una conferma - ha continuato l'assessore - che il Comune intende continuare a far vivere il Fabroni, palazzo prestigioso, come fantastica cornice dell'arte contemporanea e già ricco, in questo senso, di una sua storia, iniziata nei primi anni Novanta del secolo scorso. Dopo la necessaria chiusura per restauri - ha proseguito la Moroni - Pratesi si fa carico di un impegno che porti il Fabroni di nuovo al centro dell'interersse nazionale ed oltre, anche in virtù del fatto che la Regione Toscana ha ribadito il programma di costituire un sistema organico di coordinamento tra Firenze, Prato e Pistoia. Ma, prima di tutto, mettiamo il Fabroni nel cuore culturale della città. Questo è ancora un primo progetto ex aequo affidato al nuovo curatore. Perché in fondo un museo oggi non è più tale se non produce cultura; dunque accolga non solo mostre, ma anche dibattiti, incontri e sia tempio di riflessione. Perciò, daremo sì vita a mostre di alto profilo scientifico, ma pure che rispecchino il territorio, una Pistoia città del verde, il suo stesso paesaggio urbano e la sua sua vocazione per l'arte ambientale, che ha nel parco della Fattoria di Celle uno dei massimi esempi mondiali». Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso anche Pratesi. «Il Fabroni è uno spazio tra i più belli d'Italia per l'arte contemporanea. Concepito venti anni fa come spazio espositivo, diventerà un museo a tutti gli effetti, prima di tutto come interlocutore attivo della città: per vedere, pensare, riflettere. Sarà dunque particolarmente attento alla città ed ai giovani giovani; e, in primis, un luogo di eccellenza». Eccellenza è per Pratesi parola chiave: «Porte aperte solo all'eccellenza - sottolinea il neocutatore, altrimenti che museo sarebbe? Palazzo Fabroni ascolti la città, abbia con essa un rapporto continuo, ma anche con un pubblico nazionale e internazionale. Perciò si faranno proposte d'interesse italiano, europeo e, perchè no?, mondiale.