Sei piani, 90 mila libri e 450 posti a sedere nella nuova struttura progettata da Mario Botta. II 31 maggio il taglio del nastro. Veneziani: «Mi piacerebbe che ci fosse Berlusconi». La luce c'è, e come se c'è. Basta varcare la porta della nuova biblioteca Tiraboschi (Antonio) per fugare i dubbi creati da quel monoblocco in mattoni rossi tra le vie San Giorgio e San Bernardino. La sorpresa è dentro, in quelle quattro balconate che creano un vuoto centrale, a mo' di teatro: davanti, una vetrata che si sviluppa in verticale su tutta la facciata interna della struttura, quella che da sul giardino della «vecchia» biblioteca. Sopra, una lunga teoria di lucernari che fungono da tetto e aggiungono luce a luce. C'è poco da dire: davvero bellissima. Poi si potrà discutere all'infinito sul fatto che lo stile del ticinese Mario Botta possa o meno piacere: del resto quello di dividere l'opinione pubblica è il destino dei grandi architetti. A Botta è successo per il Mart (museo d'arte contemporanea del Trentino) di Rovereto, per la ristrutturazione della Scala di Milano e per la nuova chiesa di Seriale. Succederà lo stesso anche per la Tiraboschi. Ma comunque la si voglia vedere, quella che sarà inaugurata il 31 maggio è una struttura assolutamente all'avanguardia: una biblioteca per voltare pagina. I numeri, tanto per cominciare: 3.240 metri quadri disposti su sei piani, uno dei quali interrato e destinato a magazzino. In pratica sei volte tanto la vecchia Tiraboschi. «E ancora, spazi per accogliere fino a 200-250 mila tra volumi e pubblicazioni varie», spiega l'assessore alla Cultura, Valerio Marabini. Nell'attesa si comincia con il trasloco dei 90 mila distribuiti tra il vecchio edificio e la Caversazzi di via Tasso, diventata nel frattempo biblioteca della 1 Circoscrizione, «Nelle nostre intenzioni questa diventerà la biblioteca centrale di pubblica lettura», spiega Maria Grazia Locatelli, direttrice del Sistema bibliotecario urbano. Ma guai a parlare di «anti» Mai: «Siamo due cose differenti: questa diventerà il punto di riferimento di tutta la città bassa», chiosa la Locatelli. Uno spazio dove trovare sia volumi e pubblicazioni letterarie che scientifiche: «In questo modo si eviterà di dover fare la spola tra la Caversazzi e la Tiraboschi: sarà tutto qui», commenta Marabini. Qui, distribuito su cinque piani. Varcato l'ingresso di via San Bernardino c'è la reception con un'ampia sala consultazione e 18 postazioni telematiche: «In tutto saranno 40: sarà possibile navigare in Internet ma anche interagire con il Comune, la Caversazzi e la Mai», spiega l'assessore. Al pianterreno ci sono anche gli uffici e la zona riservata a quotidiani e periodici. I quattro piani superiori sono così suddivisi: il primo sarà riservato ai bambini e alla fonovideoteea, il secondo alla letteratura, il terzo e il quarto alla saggistica. «In tutto sono 450 posti a sedere, il triplo della capienza della Caversazzi e della vecchia Tiraboschi messe insieme», spiega Marabini. Posti a sedere disposti a contorno delle balconate, per sfruttare al massimo la luce. Ad ogni piano ci saranno spazi espositivi riservati alle novità del settore, ma anche armadietti di sicurezza riservati all'utenza. «Davvero bellissima...». Il sindaco Cesare Veneziani guarda giù dalla balconata e aggiunge: «Una struttura di livello europeo, non credo ce ne siano di così belle e funzionali in Italia. Per questo...». Per questo? «Mi piacerebbe che ad inaugurarla venisse Silvio Berluseoni, sarebbe un bel colpo. Tanto più che non è mai venuto a Bergamo». Qualche contatto è in corso «ma assolutamente informale... Insomma non contiamoci troppo, dico solo che sarebbe bello». Ad ogni modo il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, è già stato avvisato: e il 31 maggio ci sarà sicuramente Mario Botta, Sarà l'occasione per discutere anche dei prossimi passaggi del progetto, che potrebbero ancora essere affidate alla regia dell'architetto ticinese. Quello che sarà inaugurato a fine maggio è difatti il primo dei tre lotti dell'opera, costato quasi 4 milioni di euro a fronte degli 11 totali. Il secondo lotto è stato stralciato dal Pop 2004-2006, con i relativi 4 milioni di spesa: Palafrizzoni ha difatti deciso di non costruire il magazzino dei libri ma un pensionato universitario. «Strutture indispensabili per la vicina facoltà di via dei Caniana», spiega Marabini, Negli edifici da ristrutturare (è il terzo lotto) troveranno invece posto sale studi, una libreria universitaria, un Internet cafè e un bar. Sarà inoltre costruito uno stabile per la catalogazione e un parcheggio interrato di 3-4 piani. Se ne occuperà «Bergamo Infrastrutture», l'immobiliare di Palafrizzoni. «Ci penserà la prossima amministrazione...», taglia corto Veneziani. Nell'attesa si taglia il nastro, e si volta pagina.