Mobilitazione contro il piano energetico. Il presidente Martini: «La Toscana dice no» ROMA. Durissima e agguerrita Mercedes Bresso, presidente del Piemonte: «Andremo al conflitto costituzionale, troveremo ogni possibile strada per opporci». Da parte sua, Nichi Vendola, presidente della Puglia non è da meno: «Siamo pronti a costruire una ribellione popolare contro un'ipotesi che è semplicemente offensiva e demenziale». «No grazie, abbiamo già fatto la scelta di essere liberi dal nucleare», dice Claudio Martini, presidente della Regione Toscana. Via libera del Senato al decreto che contiene le nuove norme sul nucleare, entro l'estate ci sarà il sì definitivo della Camera. Lo dice un soddisfatto ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Vogliamo farlo entrare in vigore il prima possibile, a Montecitorio deve esserci un passaggio breve». Ovvero fiducia in arrivo. Blindare il decreto per blindare le scelte sul nucleare, la delega al governo di scegliere entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge dove piazzare le centrali nucleari. Fare in fretta, Ma qualcuno ha già drizzato le orecchie ed è pronto alle barricate. Il Piemonte, la Puglia e la Toscana. Ma anche la Sardegna si agita, anche se il presidente Cappellacci si dice sicuro che nell'isola non ci sarà nessuna centrale: balle di un giornale. «Il regalo tanto atteso dal governo Berlusconi per i sardi pare stia per arrivare: niente G8, niente soldi per la Olbia-Sassari, niente soldi per le bonifiche del Sulcis, ma una bella centrale nucleare dalle parti di Santa Margherita di Pula, o fra Santa Lucia e Capo Comino, o davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu», dicono Giulio Calvisi e Paolo Fadda, deputati del Pd. Apriti cielo. «Sono contrario a depositi di scorie nucleari in Sardegna», dice l'assessore all'Ambiente, Emilio Simeone. «Le preoccupazioni di alcune Regioni - nota il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto - appaiono per alcuni versi incomprensibili. Ho già avuto la conferma dal ministro Scajola che non esistono mappe aggiornate di nuovi siti». Comunque la prossima settimana ci sarà una conferenza Stato-Regioni «per illustrare come il governo intende muoversi». E non ci sono solo le Regioni a protestare. «L'approvazione del testo di legge - dicono Greenpeace e Lagambiente - è quasi un golpe nucleare con l'idea della militarizzazione del territorio per imporre un sistema energetico che, secondo l'Eurispes, la maggioranza degli italiani non vuole». Golpe che si annida - spiegano - negli articoli che prevedono il potere sostitutivo dello Stato sugli enti locali in caso di mancato accordo sulla localizzazione delle future centrali. «Localizzare un sito nucleare in Italia - sintetizza il capogruppo dell'Italia dei valori al Senato, Felice Belisario - sarà difficile a meno di non imporlo con l'esercito come nelle dittature militari». «Infatti - aggiunge - la mappa dei siti nucleari non esiste e ciò significa che il governo non riesce a gestire il partito del "nucleare sì, ma non qui". Insomma il cosiddetto effetto Nimby, "non nel mio giardino"». Intanto via libera all'Agenzia sicurezza nucleare, alla cancellazione della retroattività della Class action (per salvare Alitalia dai risparmiatori). E arrivano 70 milioni all'anno per i giornali in crisi. (a.ce.)
Centrali nucleari, le Regioni sul piede di guerra
Il presidente della Toscana, Claudio Martini, ha espresso la sua opposizione al piano energetico del governo, che prevede la costruzione di nuove centrali nucleari. La Toscana, insieme al Piemonte e alla Puglia, si è unita a protestare contro il piano. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato che il governo vuole far entrare in vigore il decreto entro l'estate e che ci sarà fiducia al Senato. La Sardegna si è anche unita a protestare, con il presidente Cappellacci che ha affermato che non ci sarà nessuna centrale nucleare sull'isola. Le Regioni hanno espresso preoccupazioni riguardo alla localizzazione dei siti nucleari e alla militarizzazione del territorio.
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