Gentile direttore, ho letto con interesse il suo articolo e quelli di Settis e di Asor Rosa. Premetto che nel passato ho polemizzato con lei relativamente all'autostrada Livorno-Civitavecchia in quanto convinto della necessità di tale infrastruttura per lo sviluppo economico della Regione Toscana. Allora mi domandavo come mai lei non ponesse la questione, a mio avviso ben più impattante sul paesaggio toscano, della speculazione selvaggia cui erano, sono e saranno sottoposti molti borghi tosani. Mi complimento con lei per quanto con onestà intellettuale aveve pubblicato. Mi permetta di aggiungere alla lista degli scempi da lei indicati quello che ha subito negli ultimi dieci anni e che subirà ancora nei prossimi la frazione di Montenero. Varrebbe la pena documentare quella serie di costruzioni (chalet di montagna, bifamiliari di periferia, cubi improbabili) che hanno deturpato un borgo tra i più rinomati (in cui hanno alloggiato tra gli altri Goldoni, Byron e Shelley). Qualcuno ormai lo chiama Montecemento. Basta, per i vecchi livornesi, alzare gli occhi alla sera verso il sacro Colle per rendersi conto della distaza di luci che ormai pullulano laddove prima regnava un discreto chiarore. Davvero la invito ad una seconda puntata. È una Monticchiello di noialtri.
TOSCANA - SCEMPI EDILIZI: Montenero Montecemento
Gentile direttore, ho letto con interesse il suo articolo e quelli di Settis e di Asor Rosa. Premetto che nel passato ho polemizzato con lei relativamente all'autostrada Livorno-Civitavecchia in quanto convinto della necessità di tale infrastruttura per lo sviluppo economico della Regione Toscana. Allora mi domandavo come mai lei non ponesse la questione, a mio avviso ben più impattante sul paesaggio toscano, della speculazione selvaggia cui erano, sono e saranno sottoposti molti borghi tosani. Mi complimento con lei per quanto con onestà intellettuale aveve pubblicato. Mi permetta di aggiungere alla lista degli scempi da lei indicati quello che ha subito negli ultimi dieci anni e che subirà ancora nei prossimi la frazione di Montenero. Varrebbe la pena documentare quella serie di costruzioni (chalet di montagna, bifamiliari di periferia, cubi improbabili) che hanno deturpato un borgo tra i più rinomati (in cui hanno alloggiato tra gli altri Goldoni, Byron e Shelley). Qualcuno ormai lo chiama Montecemento. Basta, per i vecchi livornesi, alzare gli occhi alla sera verso il sacro Colle per rendersi conto della distaza di luci che ormai pullulano laddove prima regnava un discreto chiarore. Davvero la invito ad una seconda puntata. È una Monticchiello di noialtri.
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