GIOVEDÌ, 14 MAGGIO 2009, IL TIRRENO Caro direttore, cavalieri solitari attraversano le valli e le colline toscane e avvertono tutti del pericolo. Hanno prestigio, passato accademico, lunghi elenchi di importanti pubblicazioni. Ma si affannano a risalire le valli più belle del mondo per denunciare l'emergenza. Qualcuno sta per coprire questo paesaggio di cemento. Il cemento è come la radiazioni. Si insedia dove c'era il verde, alberi, prati, acque. E non va più via. Il cemento chiama cemento. È come il condono. Una legge folle ne chiama un'altra. Ci sono sempre degli esclusi da far entrare nel paradiso del cemento, dei metri quadrati che si moltiplicano. Ogni metro quadrato ne chiede un altro sia per giustizia (perché io no?) sia per vendetta (quel cumulo di metri dell'altro mi ha tolto prato e alberi, perché non dovrei farlo anch'io ai danni di un altro?). Inoltre ogni metro quadrato, ogni metro cubo di nuovo cemento alza il prezzo dell'immobile deformato e gonfiato dalla costruzione posticcia, neppure rivisitata dall'architetto. Ognuno corre a farlo, indebitandosi, per vendere la casa ingrandita e imbruttita. Ma in quale mercato? Chi può, comincerà il grande esodo, via dalla bulimia di malta e mattoni, di tufo e carton gesso che intanto avrà devastato le valli. Gli abitanti di Santa Barbara, in California (una città che assomiglia talmente alla Toscana da avere un finto Palazzo Strozzi), da 105 anni, e tuttora, non possono aggiungere alla loro casa né una tegola né un canile. I sindaci vengono eletti perché siano inflessibili. I costruttori si sono assicurati brutti terreni altrove dove piazzano brutte case che però non guastano la parte di splendore esistente. A quanto pare i sindaci, in Toscana, vengono eletti perché siano flessibili. Getta il cemento e fuggi, sembra il sussurro che passa da un proprietario all'altro, e il brusìo nei consigli municipali. Infatti chi vuol vivere col muro dell'altro più vicino, più alto, più largo del 20-30 per cento? Non tutti i sindaci sono flessibili, è vero. C'è chi con coraggio difende cittadini e natura. Ma alla fastidiosa inerzia di inutili amanti del paesaggio che non favoriscono la bulimia da cemento dei cittadini, provvede il governo della Regione Toscana. Per mostrare che a sinistra qui nessuno si tira indietro, la Regione Toscana copia, adotta e approva fra gli applausi una delle peggiori leggi Berlusconi: il Piano Casa. Da adesso l'unico problema di chi vive in Toscana è di trovare cemento, ognuno contro l'altro. Ma rimettiamo a posto i pezzi di questa sequenza concitata. Primo: chi sono i cavalieri solitari che gridano al pericolo? Non ci crederete, ma non hanno alcun interesse a farlo. Sono strane creature persuase che il paesaggio toscano debba restare come si vede agli Uffizi. Sono il professor Asor Rosa, il grande italianista, e il professore Settis, già alla direzione dei Beni Culturali italiani, cioè il vero tesoro di questo paese. I due scriteriati credono che la bellezza sia un valore, che la storia conti, e insegni, e che la distruzione, con lo stesso colpo di mano, di storia (la bellezza toscana dell'arte e della memoria) e di geografia (lo scempio del territorio) sia delitto grave non rimediabile. Secondo: Che cosa è il Piano Casa? Come è noto, Berlusconi non è uno statista, è un pubblicitario. Altrove, dovunque nel mondo, Piano Casa vuole dire: lo Stato costruisce per chi non può da solo e, se riesce, si affida, per farlo, ai migliori architetti: case per i giovani, case per i nuovi arrivati. Qui, in questa Italia, e in questa sfortunata Toscana, che sembra avere appena scampato il pericolo della Spaccamaremma (l'autostrada che avrebbe rovinato la costa e portato i TIR in spiaggia), Piano Casa vuol dire: fate voi, come credete e come volete, davanti, di lato, sul tetto, rigonfiate a piacimento di circa un terzo la vostra casa. Si sa che una casa con spazi posticci è per forza più brutta. E che rigonfiare del 20-30 per cento lo spazio cemento di una intera regione fondata su turismo, bellezza e arte, è un imperdonabile delitto. Ma l'invito è irresistibile. Guastare, imbruttire, perché no? Butta il cemento e scappa. Terzo: tutto ciò richiede credito, non tutti hanno ricevuto collier di valore alla festa della bambina. E dovranno indebitarsi, subito, pena la scadenza della legge bulimica. Per ingrassare e imbruttire la casa ci vuole credito. Il credito o te lo negano e te lo danno a strozzinaggio, o ci si ritrova nella famosa bolla edilizia americana. Case gonfie, niente soldi e un paesaggio imbruttito che non fa mercato. La conclusione, come avvertono Asor Rosa e Settis, è che in questa legge toscana che sprigiona bulimia da cemento c'è qualcosa che si può riassumere così: il peggio di noi e il peggio della politica. Non è un buon modo per definire il mondo di Berlusconi?
TOSCANA - BUTTA IL CEMENTO E FUGGI. Nel Bel Paese dove cemento chiama cemento
Il testo descrive la situazione in Toscana, dove il cemento sta devastando il paesaggio naturale e storico. I cavalieri solitari, come il professor Asor Rosa e il professore Settis, avvertono di questo pericolo, ma non hanno alcun interesse a farlo, poiché sono persuasi che il paesaggio toscano debba restare come si vede agli Uffizi. Il Piano Casa, una legge approvata dalla Regione Toscana, favorisce la costruzione di case rigonfiate e imbruttite, che richiedono credito e indebitamento. La legge è stata approvata con l'approvazione di Berlusconi, che non è uno statista, ma un pubblicitario.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo