Ci sono ruderi trasformati nel corso degli anni in ville mozzafiato, tre piccoli manufatti diventati di colpo hotel e impianti turistici. Ma anche decine di immobili che negli anni hanno trasformato il volto dell'isola verde, che hanno colpito aree incontaminate della splendida meta del golfo campano. Sono circa 140 gli abusi edilizi che ora verranno abbattuti, secondo quanto stabilito dalla Corte costituzionale, chiudendo una lunga parentesi interpretativa sul concetto di «abusivismo» in un'area protetta da vincoli paesaggistici. I giudici della Consulta hanno infatti dichiarato «la manifesta inammissibilità della questione di legittimità» sollevata qualche anno fa in via incidentale dal giudice del tribunale di Napoli distaccato ad IschiaAngelo Di Salvo. Passa dunque la linea della Procura, sostenuta in questi mesi dal capo del pool Ecologia Aldo De Chiara e dal pm Antonio D'Alessio. Leruspe, dunque, possono portare avanti la propria missione, per demolire strutture ritenute non in linea con la tutela del paesaggio. Un primo passo in un territorio che attende oggi approfonditi monitoraggi. Ma in cosa consiste il dettato délla Consulta? Spiegano i giudici romani, «che è ancora una volta palese il tentativo di mascherare sotto le vesti dell'incidente di legittimità costituzionale una questione meramente interpretativa». Tradotto dal «giuridichese», cade ogni dubbio sulla mossa del «rimettente», vale a dire del giudice Di Salvo, che aveva riunito «140 procedimenti aventi ad oggetto l'esecuzione dell'ordine di demolizione di opere abusive, pronunciate insieme alla condanna penale conseguente la realizzazione ditali opere». Un verdetto che ora lascia ben sperare i pm antiabusivismo napoletani. Tra i 140 manufatti da abbattere c'è un ricco campionario dello scempio, spesso oggetto di riunioni ad hoc nella sezione urbanistica della Procura: stalle che diventano ville con piscina, ruderi che si trasformano in alberghi, case che spuntano da una stagione all'altra. Poco abusivismo di necessità, ma business del cemento e del fitto selvaggio, ragionano gli inquirenti. Tanto che la Procura di Napoli è ora pronta ad ottenere la demolizione di tre alberghi e di tante ville costruite in un'area protetta, per poi passare alla fitta trama di prestanome che hanno investito nel sacco dell'isola verde.
CAMPANIA - La Consulta: è giusto abbattere le opere illegali sull'isola
La Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità sollevata dal giudice del tribunale di Napoli distaccato ad Ischia, che chiedeva la sospensione dell'esecuzione dell'ordine di demolizione di opere abusive. La Consulta ha stabilito che 140 opere abusive devono essere abbattute, tra cui tre alberghi e tante ville costruite in un'area protetta. La Procura di Napoli sostiene che questi abusi edilieri sono stati commessi per profitto e che la demolizione è necessaria per tutelare il paesaggio. I giudici hanno anche dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità sollevata, considerandola una mossa interpretativa.
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