Per il Deposito delle locomotive lamministrazione sborsa il canone allex Ente porto Attraverso una gestione privatistica, una cerchia di pochi fortunati ha ottenuto i gioielli del Comune presentando progetti culturali che prevedono spesso la gestione di bar e ristoranti. Così è nato latelier Montevergini, così lavora lex Deposito delle locomotive di SantErasmo, così vivono lExpa di via Alloro e il Palab dellAlbergheria. Ma quale iter burocratico è stato seguito per laffidamento di questi beni? Quanto ci guadagna in cambio il Comune? E, soprattutto, chi ne ha ottenuto il pieno utilizzo? Il caso più noto è quello del complesso del Montevergini, restaurato nel 2005 per un costo di 3,3 milioni di euro. Inizialmente destinata ad uffici comunali, nel 2006 la struttura viene affidata allassociazione Palermo Teatro Festival guidata da Alfio Scuderi. Laffidamento avviene attraverso una «convenzione duso» stilata con lufficio Grandi eventi, che dipende direttamente dal sindaco Cammarata, senza prevedere alcun canone daffitto. «Ho saputo che il Comune aveva restaurato questo spazio e ho presentato un progetto allamministrazione per la gestione di quello che considero un bene che non poteva diventare un ufficio - dice Scuderi - Per trasformarlo in residenza per attori e teatro, mettendo in piedi un cartellone conosciuto in Europa, ho speso circa 350 mila euro». Il bancone per la vendita di alcolici? «Gli incassi del bar sono funzionali al progetto, è difficile far vivere un teatro solo con la vendita dei biglietti», aggiunge Scuderi, che con la sua associazione ha ricevuto lincarico dal sindaco di organizzare il Festino, incassando 419 mila euro. Per il Festino ha lavorato anche Andrea Peria con la società Terzo Millenio (140 mila euro il compenso ricevuto). Peria ha in tutela lex Deposito delle locomotive di SantErasmo (restauro costato 3,5 milioni di euro). Il bene è di proprietà dellAutorità portuale presieduta da Antonino Bevilacqua, che lo ha dato in affitto al Comune per una spesa annua di circa 80 mila euro. Lufficio Centro storico, a sua volta, lo ha dato in affidamento (sempre senza bando) alla Terzo Millennio per lallestimento di attività connesse a KalsArt. Terzo Millennio, da allora, ne ha la gestione, tanto che lo cede spesso ad altri soggetti. «Quando lo affitto per altre attività faccio pagare gli oneri comunali di concessione - dice Peria - questanno ho già versato 20 mila euro a Palazzo delle Aquile». Un capitolo a parte merita lExpa di via Alloro, che ha una licenza per lattività di pubblico esercizio e un regolare affitto con il Comune. Lassociazione, guidata dagli architetti Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano, lo ha affittato e paga un canone di 190 euro allanno: «La cifra del canone è bassa perché il Comune ha detratto le spese che abbiamo sostenuto», dicono entrambi. Come hanno avuto i locali in concessione? «Abbiamo presentato un progetto allamministrazione», ripetono Romano e Di Cara, soci anche dellassociazione Palab, che dal 2006 gestisce i locali comunali di via del Fondaco allAlbergheria. Il Palab, nelle scorse estati, è stato uno dei locali più alla moda di Palermo, con bar e ristorante accanto a sale dove sono state organizzate mostre e una ludoteca gratuita per bambini. Peccato però che formalmente il Comune avesse concesso allassociazione Palab solo la «tutela del bene». Nel 2006 e poi nel 2008 il sindaco in persona sollecita gli uffici del Patrimonio per rilasciare la «concessione» al Palab, cosa che però non avviene. Sul caso Palab è arrivata a Sala delle Lapidi uninterrogazione del consigliere del Pd, Ninni Terminelli, su una presunta cessione a terzi della gestione del bar di un locale che formalmente doveva essere soltanto «tutelato da atti vandalici». Adesso è in corso un contenzioso tra il Palab e la società Kemonia, che chiederà il risarcimento danni. «Abbiamo investito centinaia di migliaia di euro in questa struttura - dicono Romano e Di Cara - organizzando a nostre spese attività culturali. La concessione ci era stata assicurata dal sindaco in tempi brevi». Adesso il Patrimonio dovrebbe rilasciare la concessione, prevedendo però il pagamento di 40 mila euro. a.fras.