A Btp dice: non costruirai un metro cubo in più al Panificio "Voglio coinvolgere tutti, ma i volumi non si aumentano e le regole le detto io" Il comitato dellex Panificio Militare chiama i candidati sindaco di Palazzo Vecchio (tutti meno Alfonso Bonafede della lista Beppe Grillo) per capire cosa cè nel futuro del quartiere. E davanti ai più di trecento cittadini stipati nel seminterrato della Parrocchia dellAscensione Matteo Renzi lancia un ultimatum a Riccardo Fusi, proprietario della Baldassini-Tognozzi-Pontello e dellex Panificio attraverso la società Rubens Immobiliare: «Non un metro cubo in più di quelli che già ci sono». Qualunque cosa preveda il progetto finale di ristrutturazione, il volume finale rimarrà lo stesso: «Le regole le detto io, nel Piano strutturale inseriremo una precisa indicazione su quellarea», è il messaggio inviato ai privati da Renzi. Che sta pensando fra laltro, se eletto, di non affidare a nessuno lassessorato allurbanistica, ma di tenersi la delega per sé almeno nel primo anno di governo con il sostegno però di un comitato di una decina di esperti. Per Renzi il recupero dellex Panificio deve essere il modello di una nuova politica urbanistica. Diversa da quella dello studio Archea di Marco Casamonti, che nel 2004 presenta un progetto da 75mila metri cubi, circa il triplo degli attuali: un progetto con una torre alta 15 piani e quasi trecento appartamenti. E diversa anche da quella dellex assessore Gianni Biagi, che solo dopo le proteste del Comitato si decide a rivedere le carte fino al punto di approntare una nuova delibera ad aumento zero (e con il 50 per cento dellarea ceduta al Comune per realizzare verde pubblico e una nuova piazza), rimasta però lettera morta dopo lesplosione dellinchiesta Castello e le dimissioni da responsabile urbanistica da parte dello stesso Biagi. «Invieremo una lettera a tutte le famiglie per chiedere che tipo di recupero immaginano per il Panificio - annuncia Renzi - un metodo diverso perché vogliamo il coinvolgimento totale di tutti, parroco compreso». Nessun progetto urbanistico è stato ancora approvato da Palazzo Vecchio per lex panificio: «I privati hanno tentato di avviare i lavori con una semplice Dia puntando sulla scadenza dei vincoli pubblici, ora che la struttura è passata ai privati», spiega il presidente della commissione urbanistica del Comune Antongiulio Barbaro. Il tentativo è stato però battuto allinizio di aprile al Tar, che ha dato ragione al Comune. E la giunta che uscirà dalle elezioni avrà carta bianca nel ricontrattare un nuovo progetto con la Rubens. «Lo farò entro il 30 settembre» dice Renzi. Proprio ieri Palazzo Vecchio ha incassato unaltra vittoria del genere, questa volta con la ex Telecom di via Masaccio. Anche la società proprietaria Telma aveva tentato la via della Dia: «Ma il Tar ci ha dato ragione, senza un piano di recupero non si può toccare niente», spiega il direttore dellurbanistica Maurizio Talocchini.