«Una volta tanto assistiamo a qualcosa che sarebbe dovuto accadere già da un pezzo. Finalmente il Paese del sole, e soprattutto il Sud, fa dellenergia solare una fonte di investimento, di lavoro e di risparmio energetico. Verrebbe da dire che quanto finora è successo in Puglia sia un fatto naturale. Invece no: è il grande risultato di una scelta politica». Da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, fra gli ospiti del Festival dellenergia di Lecce, arriva un plauso alla Puglia, prima regione italiana nella produzione di energie rinnovabili. «Dobbiamo immaginare che questa terra da sola, soltanto per parlare delleolico, produce poco meno di un terzo di quanta ne viene prodotta in tutta Italia. E poi cè una coerenza negli investimenti sia sul solare che sulleolico». Presidente, allora il Mezzogiorno fa scuola? «Assolutamente sì. Sul piano energetico la Puglia è allavanguardia per le realizzazioni, ma risente ancora della fase di debolezza della parte produttiva, un male comune un po allintero Sud. Eppure da Confindustria Puglia cominciano ad arrivare segnali interessanti: lAnce, per esempio, sta pensando a un distretto di edilizia sostenibile nel Barese. Diciamo che le scelte politiche della Regione hanno fatto la loro parte, adesso siniziano a vedere le ricadute positive». Un merito che ascrive alla giunta Vendola? «In qualche modo sì, fatto salvo che imboccare la strada percorsa dalla Puglia in tema di energia non corrisponde certo a una scelta ideologica. Dietro cè semplicemente laver intuito le potenzialità delle energie rinnovabili come fonte di investimento». Proprio Legambiente, poi, un paio di mesi fa ha promosso a pieni voti la città di Lecce nel suo rapporto "Comuni rinnovabili". «Appunto. E, fino a prova contraria, è governata da una giunta di centrodestra. Perché lenergia non ha colore e, come accennavo un attimo fa, qui si parla di scelte che vanno al di là dello schieramento politico e rispecchiano la capacità degli amministratori sia di realizzare investimenti con lungimiranza che di rispettare il territorio. La posta in gioco, del resto, è il miglioramento della qualità della vita». Quale sfida attende, a questo punto, la Puglia? «Diciamo che ora servirebbe il secondo passaggio. Avere una così buona produzione di energia dovrebbe portare a costruire una filiera industriale di produzione e di manutenzione. E poi cè un salto di qualità che viene imposto anche dalle scelte del governo centrale. Mi riferisco al cosiddetto piano casa». Ha qualche indicazione in proposito? «Fino al 28 luglio le Regioni hanno tempo per approvare una propria legge urbanistica. La scommessa è prevedere un intervento di riqualificazione energetica delledilizia abitativa residenziale. È unimportante occasione per stabilire criteri di qualità anche rispetto alla certificazione energetica degli edifici». Un piano casa secondo le linee guida dello sviluppo sostenibile, insomma. «È quanto auspichiamo. Il che significa messa in sicurezza dei centri storici e sperimentazione delle nuove tecnologie di efficienza energetica e di bioedilizia nel nuovo da costruire. Così come è importante prevedere la possibilità di abbattere le numerose brutture per ricostruire in un modo diverso». Presidente, venerdì a Lecce parteciperà alla tavola rotonda "Nucleare: quanto, dove, come e perché". Quali ragioni porterà per confutare i fautori del ritorno al nucleare? «Appunto, perché tornare al nucleare? Ebbene qui la Puglia rappresenta la cosiddetta prova del nove: la scelta praticata dalla Regione sulle energie rinnovabili dimostra tutta linutilità del nucleare». (a.d.g.)
PUGLIA - Dezza: "Eolico e fotovoltaico così la Puglia ha fatto scuola"
La Puglia è stata protagonista di una serie di scelte politiche che hanno portato alla produzione di energie rinnovabili, in particolare solare e eolica. La regione è diventata la prima in Italia nella produzione di energia solare e produce poco meno di un terzo di quanta ne viene prodotta in tutta Italia. La coerenza negli investimenti sia sul solare che sulleolico è stata una scelta importante. La Puglia è allavanguardia sul piano energetico, ma risente ancora della fase di debolezza della parte produttiva. La Regione ha fatto la sua parte, ma ora è necessario vedere le ricadute positive.
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