Il ministro dei Beni culturali ha ribadito il sostegno del Governo. E Alemanno: «Immediati i benefìci». II ministro Urbani con il sindaco Ubaldi. Un'iniezione di ottimismo per la nascita ufficiale dell'Authority e il consiglio andarci cauti, almeno in questo momento, con la possibile trasformazione del Regio da teatro di tradizione a fondazione lirico-sinfonica. Si può riassumere così l'intervento del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, venuto a rappresentare il Governo nel giorno del debutto della nuova istituzione europea. Ma anche il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, in una nota, ha espresso soddisfazione «per l'insediamento dell'Agenzia alimentare europea che offre immediatamente al Paese due importanti risultati: il primo in termini di ricaduta economica e occupazionale; il secondo di immagine». Urbani, atteso per il concerto all'Auditorium Paganini, è arrivato in aereo a Parma alle 18 e ha voluto passare dal Municipio: per un incontro informale con i rappresentanti delle istituzioni. Ad accogliere Urbani c'erano il sindaco Elvio Ubaldi, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, il prefetto Mario Licciardello. E, ancora, per l'Associazione Reggio Parma Festival, il presidente Carlo Latini e Paola Martinelli, addetta alle relazioni istituzionali. Dopo la visita del palazzo municipale, il ministro ha avuto un colloquio di circa un'ora nell'ufficio del primo cittadino, con il piccolo gruppo del comitato d'accoglienza. «Abbiamo parlato dell'attenzione che merita questa nascente istituzione comunitaria - ha spiegato al termine il ministro - Ma anche di questioni che devono essere messe in agenda. Parma ha un patrimonio di ricchezze da far scoprire agli europei. Sono certo che fun-zionari che avranno l'opportunità di lavorare in questa città, tornando nei loro Paesi diranno di aver trascorso anni indimenticabili». E, affrontando un tema che riguarda direttamente il suo dicastero, Urbani ha anche invitato alla cautela circa l'ipotesi di trasformazione del Regio. «Gli ex enti lirici divenuti fondazioni sono chiedono tutti una profonda revisione della legge. Infatti, quella che ha regolato il passaggio da enti a fondazioni lirico-sinfoniche ha solo generato una burocratizzazione». Un invito su cui ha concordato il sindaco Ubaldi: «Oggi, in effetti, le fondazioni liriche sono soggette a vincoli che comportano costi fortissimi».