(forse sarebbe stato meglio intitolare la notizia: "dalla parte del proprietario privato", ndr) BENI CULTURALI: IL CODICE VISTO DALLA PARTE DEL CITTADINO Roma, - 29 apr. (Adnkronos Cultura) - Con il nuovo Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici anche il cittadino diventa protagonista del patrimonio culturale e artistico nazionale. Infatti, il Codice, che andra' in vigore dal 1 maggio, valorizza l'aspetto che riguarda il cittadino al quale si chiede l'obbligo di garantire la conservazione dei propri beni culturali e va letta come responsabilizzazione del proprietario di cose d'arte, che deve essere ritenuto il "protagonista" principale dell'attività di tutela dei beni che gli appartengono: a lui spetta, dunque, attivarsi per primo nell'opera di manutenzione e di restauro dei beni medesimi, senza attendere inviti e sollecitazioni dal Ministero. La sua iniziativa avra' poi la possibilita' di essere premiata sia dal contributo dello Stato alle spese sostenute per tutti gli interventi di conservazione sopra indicati, sia dall'ammissione delle spese cosi' sostenute (salve, ovviamente quelle coperte dal contributo statale) agli sgravi fiscali previsti dalla normativa in materia (art. 15 D. Lgs. 12122003 n. 344). L'amministrazione, da parte sua, si impegna a favorire e sostenere l'iniziativa privata in materia di valorizzazione del patrimonio culturale, anche privato: anzi a tale ipotesi e' dedicato, nel codice, un apposito articolo, il 113. Nell'ottica della collaborazione tra amministrazione e cittadino, il Codice mette a disposizione del privato proprietario di un bene di interesse culturale, da vincolare o già vincolato, due importanti strumenti, idonei a proteggere nello stesso tempo gli interessi privati ma anche l'interesse pubblico alla correttezza, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa. Si tratta del ricorso amministrativo previsto dall'art. 16 e della revisione del vincolo prevista dall'art. 128, comma 3.