Intervista a Marco Imperatori docente di innovazione al PoliMi e a Stefano Fattor dell'ateneo di Torino Bonus volumetrici ed efficienza energetica: esperienze estere Per risparmiare energia l'Italia guarda all'estero. «La gran parte delle nostre città è formata da un patrimonio di cintura, di periferia, con case costruite negli anni 70-80 senza valore storico con problemi di consumo energetico», ha spiegato Marco Imperadori, professore associato di progettazione e innovazione tecnologica al Politecnico di Milano e delegato del rettore per l'Estremo Oriente. «In Italia oltre il 40 del consumo energetico è dato da edifici residenziali, il 25 da quelli industriali e il resto dai trasporti. Il fatto che i condomini sono fuori dal piano casa proposto dal governo mi sembra una misura cautelativa, a mio parere questa legge è ancora migliorabile». È d'accordo anche da Stefano Fattor, professore a contratto di architettura bioclimatica all'università di Torino e di normativa e legislazione all'università di Bolzano: «In Italia ci sono 12 milioni di edifici residenziali e terziari, 24 milioni di alloggi, il 90 di questo patrimonio edilizio ha consumi equivalenti a circa 20 litri di gasolio per metro quadrato all'anno. Tecnicamente si possono costruire abitazioni che ne consumano un litro e anche meno». Per intervenire sulla sostenibilità energetica occorre anche verificare che le strutture portanti sopportino i carichi dati dalle sopraelevazioni. È necessario quindi fare delle indagini prima di agire. «Gli interventi si realizzano adoperando acciaio e legno, tecnologie a secco, otto-dieci volte più leggere di quelle a umido come il latero-cemento», ha spiegato Imperadori, che ha continuato: «I condomini, quando risultano idonei dal punto di vista strutturale per essere sopraelevati, possono essere trattati come accade in Francia e in Germania». In particolare, a Monaco di Baviera sta avvenendo un'operazione chiamata contracting. «Una banca e un'impresa si mettono insieme per proporsi a un condominio i cui proprietari non potrebbero da soli sostenere le spese per il recupero energetico delle proprie abitazioni, per esempio case popolari», ha illustrato Imperadori, «il progetto può consistere nel posizionare un isolamento a cappotto sulla facciata o all'interno o sostituire i serramenti. I condomini sottoscrivono un contratto dove si impegnano per un certo periodo di anni a pagare l'energia nello stesso modo con cui la pagavano prima dell'intervento». I vantaggi per i condomini si hanno sin da subito dal punto di vista di isolamento ma non di bolletta, che rimane la stessa per la durata del piano di ammortamento dell'intervento (10-12 anni circa). Nella differenza tra la bolletta reale e quella virtuale per gli anni che servono a coprire il piano sta il guadagno dell'impresa che esegue i lavori (nell'operazione partecipa tra gli altri anche il gestore dell'energia). Alla fine i condomini avranno comunque una casa rivalutata, con alte prestazioni energetiche. Non solo di sopralzi si può parlare. «Sempre in Germania hanno frazionato degli edifici di centinaia di metri di sette-otto piani, riducendo la cubatura, abbassandoli di due piani, separandoli tra loro anche di 20 metri, in modo da togliere densità e migliorando l'estetica», ha spiegato Imperadori. «A Parigi, lungo la Senna, un blocco di edifici degli anni 50-60 ha subito un restyling a opera di Patrick Magendie», ha continuato Imperadori, «è stato fatto uno studio accurato, anche perché la densità abitativa era elevata, non si poteva mandare via le persone che vi risiedevano per demolire e ricostruire un altro edificio. Hanno eseguito un'indagine strutturale, realizzato nuovi alloggi sopralzando l'immobile, con strutture leggere a secco e iperisolate, sono stati introdotti nuovi ascensori, alcuni edifici sono stati fatti implodere e al loro posto hanno realizzato dei parchi». E veniamo all'Italia. A Bolzano il comune, che sta facendo il nuovo piano urbanistico, sta verificando la fattibilità di una proposta di Fattor, che se verrà approvata probabilmente sarà estesa a livello provinciale. «La provincia di Bolzano, essendo autonoma con competenza primaria in ambito urbanistico, non deve sottostare alle leggi nazionali, e quindi può agire in modo indipendente in questo ambito», ha spiegato Fattor, che precisa: «Il progetto a cui si sta lavorando prevede per gli edifici non soggetti a vincoli la possibilità di aumentare la cubatura all'interno del proprio lotto fino a un massimo del 20. In cambio di una riduzione del 60 del fabbisogno energetico dell'edificio i condomini possono vendere, in proprio o a terzi, la sopraelevazione realizzata e con il ricavato della vendita finanziare il risanamento energetico dell'intero condominio, a costo zero per la proprietà», ha continuato Fattor, che ha sottolineato come Bolzano per i prossimi 10 anni abbia un fabbisogno di alloggi stimato in 3.500 unità, di cui una buona parte potrebbe essere realizzata in questo modo. «Soluzione vantaggiosa per il comune perché percepisce gli oneri di urbanizzazione, per i proprietari perché l'immobile si rivaluta e si riducono i consumi del 60, per l'ambiente perché si immette meno CO2 nell'atmosfera», ha spiegato