La Conferenza delle regioni ha rinviato a giovedì il dl sulle misure urgenti in materia di edilizia Nodi: sgravi del 55 sull'antisismica e assunzioni per i controlli Nuova fumata nera, la seconda, per il cosiddetto Piano casa, lo schema di decreto legge sulle «Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica, e opere pubbliche», destinato, nelle intenzioni, a rilanciare l'edilizia. E ieri all'ordine del giorno della Conferenza delle regioni, convocata dal presidente Vasco Errani. Ma la discussione sul punto è durata il tempo di annunciare che l'argomento sarebbe stato stralciato dall'ordine del giorno in quanto le regioni attendono ancora di vedere il testo elaborato dal governo sulla base delle proprie proposte presentate un paio di settimane fa al ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto. L'argomento era stato inserito d'urgenza nell'ordine del giorno in vista dell'imminenza del consiglio dei ministri che avrebbe dovuto approvarlo rendendolo immediatamente esecutivo. Ma il governo sta ancora lavorando al testo di sintesi e le regioni, secondo quanto ha specificato Errani, dovranno avere il tempo di valutarlo. Emendamenti sostanziali che modificano la prima bozza presentata dal governo sulle misure in materia di semplificazione per l'edilizia residenziale privata, che è seguita all'intesa di marzo tra governo e enti locali sugli ampliamenti di superficie per ville e villette dal 20 fino al massimo di 35 facendo ricorso a energie rinnovabili e bioedilizia, In particolare, a creare più problemi è la copertura al provvedimento richiesto dalle regioni di estendere lo sgravio fiscale del 55 anche per gli interventi di adeguamento alla normativa antisismica degli edifici privati. Copertura economica che è all'esame del ministero dell'economia. Proprio l'antisismica è uno degli scogli. Le regioni hanno chiesto l'applicazione stringente delle norme senza deroghe. Inoltre, tra le questioni spinose, la richiesta delle regioni di ulteriore semplificazione del quadro normativo per le procedure urbanistiche, che la regione Lombardia ha già anticipato varando, ieri, la nuova disciplina per l'approvazione da parte dei comuni dei nuovi Pii (programmi integrati di intervento), per i quali basterà l'autocertificazione degli architetti. Semplificazione normativa ulteriore che dovrà essere controbilanciata dall'incremento dei controlli grazie all'incremento del personale tecnico presso le soprintendenze. Le regioni hanno chiesto l'assunzione di 200 tra ingegneri e architetti, per rafforzare l'organico tecnico delle soprintendenze cui spetta, per legge, il controllo. Incremento di personale motivato dall'incremento delle pratiche relative ai lavori che il nuovo provvedimento normativo dovrebbe mettere in moto. In Toscana si stima che il 40 degli edifici di edilizia privata potrebbero essere interessati ai lavori di ampliamento e ristrutturazione. La richiesta di estendere la possibilità di ampliamento delle superfici agli edifici non residenziali, come richiesto anche da Confindustria, non ha trovato posto nello schema di decreto. Eventualmente, in futuro, saranno le singole regioni a decidere in materia con proprie norme purchè compatibili con le proprie leggi urbanistiche. «Noi abbiamo dato i nostri emendamenti e ora attendiamo il testo del governo e lo valuteremo», ha detto ieri il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, «il governo», ha aggiunto, «sta lavorando a predisporre gli articoli del decreto e noi li valuteremo appena sarà definita l'elaborazione dell'esecutivo». Nelle proposte di modifica delle regioni abbiamo posto», ha specificato Errani, «questioni importanti relative alle garanzie sulla qualità del governo del territorio. La discussione resta aperta. E' difficile per noi dare un giudizio», ha concluso, «prima di vedere la sintesi. Come abbiamo sempre detto saremo particolarmente attenti alla verifica dei contenuti applicativi e che sia stato quindi rispettato l'accordo tra governo e regioni, in particolare che ci sia il pieno rispetto della legislazione antisismica senza alcuna deroga o rinvio, e che sia garantita la qualità del governo del territorio, dei valori ambientali, culturali e paesaggistici, e delle norme conseguenti». La Conferenza delle regioni è riconvocata per giovedì prossimo. Dovrebbe essere la volta buona.
EDILIZIA E TERRITORIO Piano casa, nuova fumata nera
La Conferenza delle regioni ha rinviato a giovedì il decreto legge sulle misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche. Il governo sta ancora lavorando al testo di sintesi e le regioni devono ancora valutarlo. Le regioni hanno chiesto l'estensione dello sgravio fiscale del 55 per gli interventi antisismici e l'assunzione di personale tecnico per controlli. La discussione è durata e le regioni hanno presentato emendamenti sostanziali. Il governo ha promesso di lavorare per predisporre gli articoli del decreto e le regioni li valuteranno appena sarà definita l'elaborazione dell'esecutivo. La Conferenza delle regioni è riconvocata per giovedì prossimo.
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