Dalle bighe ai comizi fasti e vita nuova dellantico stadio Una cancellata di ferro a proteggere la Torre dei Frangipane. E poi un restauro "light" La torre dei Frangipane ora svetta da dietro la recinzione di cantiere come fosse il baluardo centrale di un antico maniero. Al posto dei bandoni che gli attacchini hanno subito trasformato in caotico ta ze bao per le elezioni Europee, verrà però innalzata (presto?) una monumentale cancellata in ferro. Servirà a proteggere dalle visite indesiderate le antiche vestigia. E ad aprire finalmente al pubblico dei cultori delle belle arti i resti del circo Massimo, rendendo più dolce il declivio di sette metri che separa la quota stradale da quella imperiale. Ma il progetto di rilancio del sito archeologico - mortificato da una sorta di rete per polli e dal traffico automobilistico che sovrasta i resti delle tribune - non prevede ulteriori scavi alla ricerca dei resti e del tracciato originario voluto dai Tarquini nel VI secolo avanti Cristo, risollevato dai Flavi e da Traiano, sepolto dagli horti dei contadini medievali e resuscitato a Cinecittà con la celebre corse delle bighe dellhollywooddiano Ben Hur. Con 2.376.425 euro (si legge nel cartello di cantiere issato dallufficio "Città storica" del Comune) si mette mano alla "riqualificazione ambientale" e al restauro delle "emergenze archeologiche". Ma la ricerca si ferma. «Basta con gli scavi. Lo dico non da ora, ma da trentanni. È come far nascere un bambino e poi non poterlo allevare. Se ho dei soldi, è meglio investirli per restaurare e rendere accessibili, comprensibili le testimonianze già emerse». È questo il pensiero di Umberto Broccoli, larcheologo passato dalla sovrintendenza statale a guidare quella capitolina. Broccoli ha unidea precisa su come sondare il terreno, qui e in tutta Roma. «Larcheologo vada a fare le sue ricerche nei depositi delle soprintendenze, che sono pieni di opere dimenticate. E invece di movimentare la terra, le ricerche facciamole con i carotaggi, i laser, la ricostruzione virtuale». Le difficoltà di una campagna di indagine vecchio stampo al Circo Massimo sono del resto insormontabili o, quanto meno, di difficile svolgimento, come segnalava nella sua relazione del 1998 Paola Ciancio Rossetto che, con Giovanni Caruso, ha la direzione scientifica dei lavori. Cè una falda che scorre a cinque metri e mezzo sotto i ruderi e arriva fino alla scarpata dellAventino. Inoltre, molto è andato perduto perché ciò che non distrussero i barbari fu massacrato dal gasometro del 1852 (che occupava i due terzi dei 60mila metri quadri del Circo), dal collettore del 1876, infine dalle strutture della Mostra del Minerale italiano allestita negli anni Trenta nella spianata oggi impiegata per manifestazioni, concerti e adunate. Il progetto prevede però la ricostruzione di ciò che rimane (due colonne) dellarco di Tito. E contemplava che nella "Moletta", la torre del XII-XIII secolo che faceva da mulino dellacqua mariana, sorgesse un antiquarium. Ma Broccoli ha un altro piano: «Lidea non è sbagliata. Anche se i piccoli antiquaria sono di difficile gestione. Consideriamo che però che sullaltro deve nascere il "Museo della Città", un progetto che ho ereditato e che condivido. Sarà lì, in via dei Cerchi, che potremo raccontare la storia della città, da Romolo ad Alberto Sordi. Comprese le vicende del Circo Massimo».
ROMA - Stop agli scavi nel sito archeologico. Ma larea viene riqualificata
Il Circo Massimo, un antico stadio romano, sta subendo un restauro. Il progetto prevede la ricostruzione di due colonne dellarco di Tito e la creazione di un antiquarium nella torre del XII-XIII secolo. Tuttavia, larcheologo Umberto Broccoli sostiene che la ricerca si ferma troppo presto e che dovrebbero essere condotte ulteriori scavi per scoprire il tracciato originario del Circo. Broccoli propone di utilizzare metodi moderni come i carotaggi, i laser e la ricostruzione virtuale per sondare il terreno. Il progetto prevede anche la creazione di un museo della città, che potrebbe raccontare la storia di Roma, comprese le vicende del Circo Massimo.
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