Il manager chiede Palazzo Reale. Lite anche sui compensi Non c'è pace per l'Expo di Milano. Lucio Stanca, neo-amministratore delegato della Soge, la società di gestione dell'evento, ha minacciato le dimissioni se entro giovedì non sarà approvato il trasferimento della Soge a Palazzo Reale: non vuole una sede in periferia. Lite anche sul premio di risultato. Il caso I membri di Tesoro e Provincia abbandonano il cda in polemica Expo, Stanca avverte: subito la sede o lascio L'ex ministro accetta solo Palazzo Reale a Milano MILANO Secondo cda dell'era Stanca e prime minacce di dimissioni. La maledizione dell'Expo colpisce ancora. Lucio Stanca, neoamministratore delegato della Soge, è pronto a lasciare le cariche nella società. O entro giovedì il cda approverà il trasferimento della Soge a Palazzo Reale o l'ex numero 1 di Ibm ed ex ministro si dice determinato a fare un passo indietro. «Certo che ho detto che mi potrei dimettere attacca Stanca perché senza sede non si può lavorare. Siamo già in ritardo, non possiamo aggiungere ritardi al ritardo». Un altro cda da mettere in bacheca con due consiglieri che abbandonano l'aula e fanno saltare la seduta. Il rappresentante del Tesoro, il leghista Leonardo Carioni e quello della Provincia di Milano, Enrico Corali. Chi pensava che con l'uscita di Paolo Glisenti i problemi si fossero appianati dovrà ricredersi. Forse il problema non era lui. A un anno e due mesi dalla vittoria di Expo la società è ancora ferma ai primi passi. Anzi, al primo: la ricerca della sede. Si litiga su tutto. Anche sul premio di risultato dell'ad: 150mila euro. Ma con una clausola richiesta dallo stesso Stanca: il bonus arriverà lo stesso anche se gli obiettivi non venissero raggiunti per ragioni non imputabili alla responsabilità dell'ad. Quanto basta per scatenare la polemica e riportare a galla antichi timori: l'Expo è a rischio. E per far dire a Stanca che c'è in atto «una strumentalizzazione politica». Di chi? Della Provincia che tra un mese andrà al voto o del Tesoro che con Giulio Tremonti non ha mai fatto mistero di non gradire Expo? Il casus belli è l'affitto della nuova sede dove si trasferiranno gli uffici di Expo. Centro o periferia? Il Comune ha offerto un piano di Palazzo Reale in piazza Duomo: costo 1 milione e 150 mila euro l'anno di affitto. Luogo prestigioso, simbolico, ma caro. Troppo per i rappresentanti del Tesoro e della Provincia. I due propongono di prendere in considerazione la proposta del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati che ha offerto in comodato d'uso Villa Schleiber a Quarto Oggiaro o quanto meno rivedere al ribasso il contratto per Palazzo Reale. Ma Stanca insiste chiedendo non solo di mettere ai voti Palazzo Reale ma anche un voto all'unanimità. Altrimenti? Altrimenti sarebbero arrivate le dimissioni. A quel punto Carioni e Corali si sono alzati e se ne sono andati. La seduta è stata sospesa e riaggiornata a giovedì. Furioso il rappresentante del Tesoro: «Sono contrariato e deluso. Ho chiesto una pausa di una settimana prima di firmare il contratto ma l'ad non ha accettato». In realtà, una piccola pausa ci sarà. Fino a giovedì. Ma Stanca vuole Palazzo Reale: «La sede della Provincia non va bene perché è in estrema periferia e noi abbiamo il problema di accogliere le rappresentanze internazionali e quindi dobbiamo avere una sede di un certo prestigio». E insiste sul bonus: «Se mi si mette in condizioni di non raggiungere gli obiettivi perché dovrei pagare io le conseguenze?». Secca la replica di Carioni: «Non sono d'accordo è come se l'ad della Ferrari volesse il premio anche se la Ferrari non vincesse ». Ma tutti sembrano ancora molto lontani dalla griglia di partenza. E l'Expo, di ritardo in ritardo, sembra avviato sul viale del tramonto.