Anche Lucca ha il suo centro per larte contemporanea. Si chiama Lu. C. C. A., acronimo di Lucca Center of Contemporary Art. È stato aperto due giorni fa con la mostra Un mondo visivo nuovo. "Origine", Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni 50 (a cura di Francesca Romana Morelli e Maurizio Vanni). Il Lu. C. C. A. è allestito allinterno di Palazzo Boccella, un antico edificio nel centro storico di Lucca, a pochi passi dalla celebre Piazza Anfiteatro. Un nuovo spazio dedicato allarte contemporanea, concepito secondo principi innovativi di intendere e fruire lo spazio museale. Lintenzione è quella di creare dei veri viaggi allinterno dellarte contemporanea. Il tema della mostra affronta attraverso cinquanta opere tra dipinti e sculture il dibattito scaturito allinterno del gruppo "Origine", formato nel 1951 da Ettore Colla, Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri e Mario Ballocco e trasformato nel 1952 in Fondazione Origine, centro di riferimento internazionale per lapprofondimento delle problematiche e la divulgazione dellarte astratta. Presieduta da un comitato operativo che vide come motori propulsori Colla e il critico Emilio Villa, ma anche i più giovani Piero Dorazio e Achille Perilli, provenienti da Forma 1 e dallAge dOr, e personalità come Enrico Prampolini e Sebastian Matta, la Fondazione operò sino al 1958, con il coinvolgimento di un ampio numero di artisti: Emilio Vedova, Atanasio Soldati, Afro, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Edgardo Mannucci, Mimmo Rotella. La necessità di trovare un codice atto a esprimere le avventure della coscienza delluomo durante la ricostruzione di un mondo distrutto dal conflitto mondiale porta gli artisti di "Origine" a cercare i propri "padri" in determinati protagonisti delle avanguardie: Kandinsky, Mondrian, Sonia Delaunay, Arp e Balla. Come avevano già fatto la Bauhaus e De Stijl, lutopia di creare un "mondo visivo nuovo" si intreccia con lurbanistica e larchitettura. Larte astratta appare il linguaggio più adeguato a scandagliare e a interpretare la natura del proprio tempo e ad andare alle radici della coscienza del fare arte. P. V.