La chiesa superiore di San Sepolcro, rimasta inagibile dall'agosto del 2008, è ora di nuovo visibile. Le imponenti impalcature, che fino a qualche giorno fa occupavano la navata centrale, hanno reso possibili i lavori di restauro affidati alla professoressa Pinin Brambilla Barcilon. Anche questa volta la celebre restauratrice del Cenacolo Vinciano ha saputo dare il meglio di sé, restituendo alla città uno dei luoghi religiosi più belli della nostra tradizione artistica milanese. Il tempio accessibile da Piazza San Sepolcro oggi fa parte dell'isolato della Biblioteca Ambrosiana e rappresenta il piano superiore di una chiesa inferiore, di uguale planimetria e della stessa epoca. Infatti, tanto la chiesa inferiore quanto quella superiore risalgono al 1030 e sono dovute all'opera infaticabile dei benefattori appartenenti alla casata dei Rozonidi. Per ora risulta visitabile solo la chiesa superiore (lun.-ven. dalle 12.30 alle 14.30), mentre per quanto riguarda quella sotterranea, che riproduce in modo suggestivo la pianta del Santo Sepolcro di Gerusalemme attorno al secolo XI, esiste già un progetto complesso elaborato sulla base di accurati rilievi igrometrici e di lunghi accertamenti a cura del Politecnico di Milano e delle competenti Soprintendenze. Leonardo, affascinato da questo complesso architettonico, lo ha schizzato in due nitide planimetrie. La chiesa superiore, grazie ai restauri oggi ultimati, si presenta in tutto il suo splendore, nella sua mistica luminosità esaltata dagli ori che decorano l'abside centrale. Sono emersi fino a sei strati pittorici risalenti dal XIII al XIX secolo. La chiesa era stata dedicata originariamente alla Santa Trinità. L'insistente motivo architettonico triabsidale rinvia simbolicamente al mistero principale del cristianesimo. Nel cuore della Trinità è collocata la Pasqua di Cristo, vale a dire l'intensa meditazione del mistero pasquale, con la contemplazione dell'ultima cena, la lavanda dei piedi, il giudizio di Cristo, la flagellazione, la coronazione di spine e la sua sepoltura sotto l'altare. Unus de Trinitate passus est, «uno della Trinità ha patito», ma è pure stato glorificato. È il mistero della risurrezione e dell'ascensione al cielo che si contempla nella scenografia plastica che occupa l'intero spazio del presbiterio. Accanto, anzi dentro la linea circolare di lettura, dettata dal giro delle tre absidi, ci si impone anche una traiettoria verticale e ascensionale, dal basso verso l'altro. Il punto più basso non è però dato dalla base dell'altare che offre alla contemplazione il corpo morto di Cristo, ma deve essere idealmente cercato più sotto, nell'abside corrispondente della chiesa inferiore dedicata per eccellenza a Cristo sepolto: il mistero di San Sepolcro. Prefetto dell'Ambrosiana