E' una delle sue prima iniziative da ministro del Turismo. Michela Vittoria Brambilla, appena nominata, si è sentita al telefono con l'assessore regionale al Turismo, Claudio Mancini. E anche se gli schieramenti politici sono opposti si sono trovati d'accordo su un'iniziativa: invitare a Roma Janice Johnsen. Chi è? E' la signora amencana che qualche giorno fa .ha spedito un pacco dalla North Carolina ail'Agenzia regionale di promozione turistica di Roma. Dentro c'era un frammento e una lettera in cui chiedeva scusa per avere rubato quella piccola pietra dal Colosseo. Questa storia ha fatto il giro del mondo: non solo la signora è stata intervistata dalle televisioni americane, ma basta divertirsi un pò con Google news - il motore di ricerca delle notizie su Internet - per constatare che alla vicenda della tunsta Usa che restituisce un pezzetto di Colosseo sono stati dedicati articoli ovunque. Così, il ministro Brambilla e l'assessore Mancini hanno annunciato: «Stiamo cercando la signora Johnsen, la inviteremo a Roma». Nei giorni scorsi anche il vicesindaco Mauro Cutrufo aveva sottolineato l'importanza del gesto della turista americana. Una precisazione: la Sovrintendenza ha constatato che in realtà non era un pezzo di travertino sottratto al Colosseo, ma di terracotta prelevato dal Foro Romano-Palatino. -Quello che conta, però, è il gesto della signora americana. Ancora: ma è giusto premiare chi 25 anni comunque aveva sottratto un frammento da un sito archeologico? L'idea di ministro e assessore regionale è quella di sensibilizzare tutti i turisti che visitano Roma e l'Italia a rispettare il nostro patrimonio, anche alla luce del pentimento della signora americana (vorremmo pubblicare la lettera di scuse che ci ha inviato - aveva spiegato Mancini - sulle guide turistiche e all'entrata dei nostri monumenti»). Inoltre, in un periodo in cui la crisi economica ha ridotto il numero dei turisti americani questa storia pu essere un ottimo spot per Roma. Spiega il ministro Brambilla: «Quando l'assessorè regionale Mancini mi ha parlato di questa toccante storia della turista americana che dopo venticinque anni ha riconsegnato il frammento raccolto vicino al Colosseo e dell'idea di invitarla a Roma, ho subito detto che ero d'accordo, mi è sembrata un'ottima idea. Dimostra non solo il grande amore che i visitatori conservano per sempre nei confronti di Roma e delle bellezze del nostro Paese, ma deve essere di esempio per accrescere il senso di responsabilità e di rispetto verso i nostri monumenti. Per questo inviterò la signora Janice e suo marito a tornare Roma, esaudendo il suo desiderio di visitare la Cappella Sistina, che insieme al Colosseo è il monumento simbolo della Capitale». Piccolo flashback il pacco era arrivato in anonimo, ma c'era l'indirizzo poiché - ha raccontato successivameate la signora - l'ufficio postale le aveva imposto di indicarlo. Appena la notizia aveva fatto il giro del mondo, alcune troupe televisive avevano raggiunto la casa della signora. Ha 54 anni, lavora in uno studio dermatologico. Intervistata nel giardino della sua casa di Greensbor aveva spiegato che un anno e mezzo fa uno dei suoi figli era morto in un incidente stradale, «So che suona strano, ma dopo quell'evento ho deciso di rimettere a posto tutti i pezzi della mia vita. Ogni volta che vedevo quel frammento che avevamo rubato a Roma venticinque anni fa, mi sentivo triste. Per questo, ho spedito quel pacco. Quando con mio marito venimmo a Roma eravamo giovani e abbagliati dalle bellezze dell'Italia. A Roma restammo per una splendida giornata, sognavamo di visitare la Cappella Sistina, ma era chiusa. Nell'area del Colosseo ebbi l'impulso di portare via un ricordo di quello stupendo viaggio, ma fu un gesto stupido e sbagliato. Che ne sarebbe delle bellezze dell'Italia se tutti i turisti facessero la stessa cosa? Spero che gli italiani possano perdonarmi». Il primo a paventare l'idea di invitare la signora Janioe riconoscendo il valore simbolico del suo gesto era stato l'assessore al Turismo, Claudio Mancini. Ieri il ministro Brambilla ha aggiunto: «Il rapporto di Roma e l'Italia con gli Stati Uniti è molto importante. Proprio in questi giorni, sui grandi network americani, stanno mandando in onda gli spot che abbiamo prodotto con lo slogan Italia much more , l'Italia è molto di più. I turisti americani sono turisti maturi, non ci possiamo limitare a messaggi da cartolina, E anche Roma è molto di più delle cartoline che tutti conoscono. Allo stesso tempo, a Roma come nel resto del Paese si deve fare il massimo per tutelare il nostro patrimonio di arte e monumenti». E le idee del vicesindaco Cutrufo su Parco Tematioo e Gran Premio di Formula Uno? «Le condivido pienamente. Roma deve sapere diversificare la propria offerta, la concorrenza su scala internazionale è durissima».