Il retroscena La catena degli equivoci ricostruita carte alla mano Adesso che è tutto finito, ora che le polemiche sull'evento Champions sembrano placate, ora che i campetti della discordia hanno trovato casa alla «polveriera» di Colle Oppio (ieri la firma definitiva), si possono rimettere insieme i pezzi di una vicenda che, per una settimana, ha rappresentato un mezzo pasticcio tra Roma e Nyon. Carte alla mano, emerge un fatto nuovo. Il campetto della discordia, quello che doveva essere allestito in origine sotto all'arco di Costantino, era autorizzato. E la firma sotto l'atto amministrativo era di quelle pesanti: il soprintendente ai Beni archeologici Angelo Bottini. Proprio lui, l'uomo che in passato, ma anche in questi giorni - ha tuonato contro le manifestazioni all'ombra dei monumenti, il primo aprile ha mandato il suo parere al gabinetto del sindaco, alla soprintendenza ai Beni architettonici e al sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Il numero di protocollo è il 9257, nell'oggetto si legge: «Roma, piazza del Colosseo, area soggetta a vincolo. Evento Uefa Champions League 2327 maggio, richiesta di parere». E, nel testo della missiva, Bottini è molto chiaro: «In riferimento alla richiesta di cui all'oggetto, trasmessa in data 19 marzo, esaminati gli elaborati allegati, si dettano le seguenti prescrizioni». Gli elaborati allegati altro non sono che il progetto Uefa maggiormente invasivo: quello che prevede due campi, uno davanti all'arco di Costantino e l'altro nel parco del Celio, sotto il Colosseo. Bottini scrive: «Davanti all'arco di Costantino è consentita la posa in opera del campo principale e della piccola pedana antistante». Il soprintendente, poi, aggiunge una serie di prescrizioni: «Dovrà avere consistenza minima, non dovrà essere cinto da bordi alti, sulla sinistra dell'arco non è consentita nessuna opera di superfetazione, non è consentita la posa in opera di stendardi e di qualsivoglia forma di pubblicità». Bottini, comunque, non dice no. Anzi, precisa che «si richiede un adeguato servizio d'ordine, che lo scarico dei materiali dovranno svolgersi dopo le 19, orario di chiusura del Colosseo, e che la mattina del 28 maggio l'area monumentale dovrà essere sgombra e nelle condizioni di pulizia e decoro consone al sito». Per gli allestimenti sul Celio (il secondo campetto, più piccolo, sotto al Colosseo), Bottini «si riserva di dettare le prescrizioni». Un giorno prima, il 31 aprile (protocollo 6200, oggetto: «Evento Uefa-Champions Festival»), anche la soprintendente ai Beni architettonici Federica Galloni aveva dato il suo parere: «Con riferimento alla richiesta in oggetto, si rileva che, pur non ravvedendo motivi ostativi allo svolgimento della manifestazione riferiti alla tutela monumentale dello spazio pubblico, è necessario il rispetto delle seguenti prescrizioni». E via con le specifiche: «Area Colosseo. Tutte le istallazioni devono essere montate a debita distanza dalle emergenze monumentali (5 mt. minimo)». No alla pubblicità e al maxischermo, restrizioni ancora maggiori per l'altra area. Le prescrizioni sul Celio di Bottini arrivano il 23 aprile: «La dislocazione di allestimenti di forte impatto contrasta con le tutele, si esprime parere contrario agli allestimenti previsti in progetto». La Uefa, così, aveva cominciato a lavorare su un progetto alternativo (meno impattante, col secondo campo già previsto a Colle Oppio). Ma, dalla Svizzera, erano partiti da un punto: pur con diverse restrizioni, il campetto davanti all'arco di Costantino era «consentito » dalle soprintendenze.
ROMA - Campi all'arco di Costantino fu Bottini a dire sì all'Uefa
Il campetto della Champions League è stato autorizzato a essere allestito davanti all'arco di Costantino a Roma, nonostante le polemiche. La firma del progetto è stata data dal soprintendente ai Beni archeologici Angelo Bottini, che ha dettato prescrizioni per la tutela monumentale. Il progetto prevede due campi, uno davanti all'arco di Costantino e l'altro nel parco del Celio, sotto il Colosseo. Le prescrizioni di Bottini includono la posa in opera del campo principale e della piccola pedana antistante, ma vietano la pubblicità e la posa in opera di stendardi. Il progetto era stato oggetto di polemiche, ma le soprintendenze hanno dato il loro parere positivo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo