Da ieri in mostra i reperti più belli e interessanti tra quelli recuperati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale in quarant'anni di attività a difesa dei tesori d'Italia. Pezzi pregiati il cui valore artistico e storico è incommensurabile e che «danno la misura non solo di quanto si sia ritrovato ma anche e soprattutto di quello che si è perduto», ha sottolineato Pio Baldi, responsabile dei Beni culturali della Campania. Tutto contenuto nei grandi numeri dei recuperi: «quasi quattrocentomila pezzi artistici e storici, ottocentomila e passa, quelli archeologici» come ha rimarcato il capo della segreteria del ministro Bondi, Enrico Hullveck, testimone, per l'occasione, dei saluti all'Arma anche da parte del premier Silvio Berlusconi, che si è congratulato con il Nucleo tutela «per gli importanti risultati raggiunti». Sessantotto reperti provenienti da sequestri o da restituzioni, quelli esposti a Napoli nell'iniziativa «Arma per l'Arte», che coprono un periodo compreso tra l'VIII secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo. Tesori che probabilmente saranno ammirati anche dal ministro Sandro Bondi, in città lunedì per incontrare il cardinale Crescenzio Sepe e inaugurare, al Museo Diocesano, la mostra «Michelangelo a Napoli. Il Cristo Ritrovato». Tesori il cui ultimo pezzo, un affresco con «Figura femminile», recuperato nel 2008, sta a fare bella mostra assieme al pavone dalla villa di Asellius, anche questo rubato a Pompei e ritrovato dai carabinieri nel 2002. La rassegna alla Reggia borbonica è la prima di tre eventi che si svilupperanno anche a Roma e a Firenze. La mostra di Palazzo Reale, così come le altre, punta a far conoscere l'attività di tutela e di recupero svolta dall'Arma che, solo negli ultimi quattro mesi, ha sottratto al mercato clandestino dell'arte pezzi che valgono cinquanta milioni di euro. «Un mercato - sottolinea il generale Giovanni Nistri, responsabile del Nucleo - che, da quelle che sono le nostre analisi, è meno fiorente perché il traffico dei reperti archeologici, sebbene continui, almeno in Italia, non è più così massiccio e sistematico. Ciò nonostante, e noi abbiamo mezzi, professionalità e esperienza, l'attenzione deve essere sempre vigile e a tutti i livelli». Un'attenzione che, secondo il prefetto Alessandro Pansa, mette in primo piano «l'importanza dell'investigazione per la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico e storico». Consentendo dunque di tenere sotto controllo le storiche «vie del commercio» dei reperti trafugati. E questo anche se gli accordi stipulati negli anni recenti con gli Stati Uniti e con la Svizzera danno garanzie di maggiore controllo. Alcune delle opere esposte, difatti, sono frutto di recuperi o di restituzioni di collezionisti statunitensi. È il caso del cratere di Assteass (IV secolo avanti Cristo), che sino a qualche anno addietro faceva bella mostra nelle vetrine del Museo Getty a Malibu; o del il cratere attico a «figure rosse» del pittore della Centauromachia, recuperato dal Museum of Fine Arts di Boston; oppure dell'«affresco con Menade», che è stato in mostra nella collezione di Shelby White, a New York, sino al febbraio del 2008. «Insomma - puntualizza il soprintendenze Stefano Gizzi, presente all'inaugurazione assieme al soprintendente Guzzo e all'assessore Valeria Valente - l'esposizione dei reperti può considerarsi quasi un rimpatrio, visto che i Borbone, per primi, emanarono leggi a tutela dei tesori del Regno, in seguito divenuti Beni culturali italiani». «Un ritorno - ha rimarcato il sindaco Rosa Russo Iervolino - che dimostra ancora una volta l'assoluta centralità di Napoli nel panorama dei beni culturali italiani».
CAMPANIA - L'archeologia che ritorna invade le sale dell'appartamento storico di Palazzo Reale.
I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno recuperato quasi 400.000 pezzi artistici e storici, tra cui 68 reperti provenienti da sequestri o restituzioni, esposti a Napoli nell'iniziativa "Arma per l'Arte". I reperti coprono un periodo compreso tra l'VIII secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo. Tra i pezzi esposti, ci sono un affresco con Figura femminile, un pavone dalla villa di Asellius e un cratere attico a figure rosse del pittore della Centauromachia. La mostra è la prima di tre eventi che si svilupperanno anche a Roma e a Firenze.
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