S. Vincenzo, parlano del porto e litigano Gli ambientalisti continuano la loro battaglia contro il maxicantiere, però i giochi sono fatti SAN VINCENZO. Un tempo era conosciuto nel mondo come il paese del Gambero Rosso - il ristorante del grande chef Pierangelini affacciato sul porto - ma anche come località balneare per famiglie. Oggi invece di San Vincenzo si dice che è soprattutto un cantiere aperto e, dopo la polemica contro un paese non più a misura d'uomo di Salvatore Settis - direttore della Scuola Normale di Pisa - apparsa sul Tirreno il 7 aprile, ecco che il leader ambientalista Alberto Asor Rosa rincara la dose descrivendo San Vincenzo come una «località stravolta nella sua forma urbanistica dalla destinazione turistica a cui tutto è sacrificato». Sia le accuse di Asor Rosa che di Settis, ma anche quelle degli ambientalisti locali, lasciano però il tempo che trovano: i giochi ormai sono stati fatti e senza grandi battaglie da parte dei cittadini che, un po' per distrazione e un po' per convenienza, hanno sempre dato il via libera a chi progettava. Così il mattone ha avuto la meglio sulla natura, mentre il «capitalismo selvaggio» o quello «di rapina», come scrive ancora Asor Rosa, hanno spiazzato pochi e isolati nostalgici. Per conoscere le reazioni dei sanvincenzini alla nuova polemica contro il loro paese, ne abbiamo intervistati alcuni, di varie età e professioni, rendendoci conto che, mentre i giovani sono a favore dell'ambiente, gli anziani parteggiano per il mattone. Dice Matteo Chesi, ingegnere: «E' giusto costruire ma bisogna farlo con più attenzione alle esigenze urbanistiche e ambientali: quando ero piccolo avevo a disposizione centinaia di metri di spiaggia libera, che adesso invece è scomparsa così come tutto l'arenile, ristretto paurosamente, danneggiando non solo l'ambiente ma anche il turismo». Per Alessandro Panichi, architetto. «San Vincenzo ha subito un ulteriore aggravamento del carico urbanistico, più che sulle zone atrofizzate, su aree extraurbane, dove non erano stati realizzati nuovi interventi. E, al di là delle problematiche paesaggistiche, se ne creeranno altre infrastrutturali e gestionali, se oltre agli abitanti del fine settimana, vi saranno persone che vorranno risiedere in quelle zone tutto l'anno». Pasquale Triglia, commerciante: «Un paese di qualità non può essere fatto solo di seconde case. E quello che è stato costruito qui è più che altro per la gente di fuori, che viene in estate per poi sparire completamente in inverno». Mario Cordoni, primario cardiologo: «A San Vincenzo negli anni c'è stata un'eccessiva costruzione di case, che ha cancellato la caratteristica del paese. Senza contare che, con l'aumento della volumetria delle case sulla spiaggia, le abitazioni si alzeranno e chi non starà al passo sarà nano fra i giganti. La polemica di Asor Rosa? Solo una dichiarazioni d'affetto: quando i buoi sono scappati...»." Sentiamo Margherita Simonetti, commessa: «Mi ricordo una natura bellissima, con larghe spiagge dove si poteva giocare senza dar fastidio a nessuno... Oltre agli appartamenti da affittare in estate e al porto, in un paese ci vogliono altre cose, specialmente per noi giovani che non abbiamo niente». Mauro Bartolini, ex gestore di uno stabilimento balneare: «Prima di costruire la zona pedonale nel paese si sollevò una grande polemica. La stessa cosa è successa quando si è aperta la strada della stazione. Il mondo cammina in avanti. E anche il porto che adesso suscita tante polemiche, una volta finito diventerà un patrimonio». Adamasco Giovani, ex artigiano e pescatore: «Non si può rimanere ai tempi in cui si ficcava la fetta della polenta nell'aringa, Il piccolo porto che qualcuno avrebbe voluto salvare era una pozzanghera, non all'altezza di un paese turistico come si deve». Augusto Baldoni, ex operaio: «Col porto nuovo hanno distrutto la tradizione del mare che portavamo avanti in 150 persone. Io facevo parte di una comunità e non so se dopo potrò tenere qui la mia barchetta». Infine Giorgia Macchi, coreografa e insegnante di danza: «Cemento per me non fa rima con progresso. Io sono una sentimentale e di San Vincenzo mi restano nell'anima i simboli delle ore spensierate dell'infanzia e dell'adolescenza. La vasca dei pesci alla stazione, le arrampicate sui pini della Pinetina, il pattinaggio sulla pista del Paradisino. Tutto questo adesso non esiste più...».
TOSCANA - URBANISTICA : I giovani più sensibili alle accuse di Asor Rosa ma il paese è diviso
San Vincenzo, una località balneare in Italia, è stata oggetto di polemiche per la sua trasformazione urbanistica e ambientale. Gli ambientalisti, guidati da Alberto Asor Rosa, criticano la costruzione di case e infrastrutture che hanno cancellato la natura e la caratteristica del paese. I cittadini, invece, sostengono che la costruzione è necessaria per il turismo e l'economia. I giovani del paese sostengono che è importante proteggere l'ambiente, mentre gli anziani e i commercianti sostengono che la costruzione è necessaria per il paese. La polemica ha anche sollevato questioni sulla destinazione del porto, che è stato oggetto di critiche per la sua costruzione.
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