La Soprintendenza scopre capannoni industriali nei parco dell'Appia. Scoperti manufatti industriali nella zona a vincolo archeologico Ennesimo tentativo di costruire illegalmente nell'area. Legambiente: demolizione immediata Due grandi capannoni per centinaia di metri quadri, costruiti su un terreno agricolo in pieno Parco archeologico dell'Appia Antica. Sono stati scoperti e denunciati dalla Sovrintendenza archeologica di Roma i due nuovi abusi spuntati nell'area verde regionale, zona con vincolo archeologico dal 1988 dove già in passato erano stati riscontrati tentativi di edificazioni ed avviati scavi senza alcuna richiesta preventiva di autorizzazione. La ex proprietà Borgia, dove sono sorti i capannoni, è riconosciuta dal piano regolatore come parco pubblico di straordinario interesse archeologico, storico, ambientale, paesaggistico. La responsabile dell'Appia Antica Rita Paris fa sapere che l'area, compresa in un pianoro costituito dal banco di selce della colata lavica di Capo di Bove «che disegna la morfologia e l'assetto di tutto l'ambito territoriale dell'Appia», è ora in affitto alla società Sarv srl di Antonio Bucarelli. Nella zona le uniche costruzioni sono frutto della trasformazione di manufatti agricoli di vario tipo, tra cui stalle o strutture che servivano per il lavoro dei pastori: a queste, spiega Paris, nel tempo si sono aggiunti nuovi edifici di tipo residenziale. «Nell'area è vietato realizzare costruzioni anche a carattere provvisorio, di piantare alberature di alto fusto, in quanto incompatibili con le esigenze di luce, prospettive e godimento dei monumenti dell'area e del contesto ambientale - sottolinea la responsabile dell'Appia, da anni alle prese con tentativi di abuso edilizio - l'obiettivo è quello di conservare quei caratteri del territorio che, dall'antichità, sono rimasti immutati». Per chi da anni si batte per cercare di tutelare l'enorme area verde , i due capannoni abusivi scoperti tra la vegetazione rappresentano «un nuovo sfregio, l'ennesimo tentativo di abusare di un territorio che ha visto decenni di impegno per la sua salvaguardia». A commentare la vicenda, ieri, anche il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati. «Gli abusi edilizi denunciati vanno immediatamente sequestrati e demoliti- ha detto - l'ottimo lavoro per il contrasto dell'abusivismo dell'Ente Parco e degli Enti di tutela deve essere raccolto dal Comune per rimettere in moto le ruspe. Il Comune di Roma deve anche respingere le domande del terzo condono edilizio per abusi realizzati nelle aree vincolate, visto che la legge regionale chiaramente non permette di sanarli». Il presidente della commissione Ambiente del Comune Andrea De Priamo: «Sull'abusivismo edilizio, specie nelle aree protette, non vi è alcuna intenzione da parte del Comune di Roma di rallentare i controlli. Al contrario, al momento stiamo accelerando i tempi per definire il progetto del parco di Tor Marancia».. La dimensione dei due manufatti non è stata ancora accertata: per ora nella zona non è stato concesso l'accesso per le verifiche alla Soprintendenza, nè ai vigili.
Appia Antica. Abusi edilizi, tra le rovine spuntano due capannoni
La Soprintendenza archeologica di Roma ha scoperto due grandi capannoni costruiti su un terreno agricolo nel Parco archeologico dell'Appia Antica. I capannoni, che coprono centinaia di metri quadri, sono stati denunciati per abuso edilizio. L'area è un'area verde con vincolo archeologico dal 1988 e già in passato sono stati riscontrati tentativi di edificazioni ed avviati scavi senza autorizzazione. La responsabile dell'Appia Antica, Rita Paris, ha affermato che l'area è in affitto alla società Sarv srl e che le uniche costruzioni autorizzate sono frutto della trasformazione di manufatti agricoli.
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