In Italia - dove il patrimonio artistico è l'unica materia abbondante il Governo sta cercando di valorizzare questa ricchezza per aumentare introiti diretti e indotti, la posizione italiana di superpotenza culturale è indiscussa, ma sul podio dei musei più visitati del mondo nel 2008 pubblicata lo scorso marzo dal The Art Newspaper, l'Italia è assente. Ai primo posto c'è il Louvre di Parigi con 8,5 milioni di visitatori, poi il British Museum di Londra con 5.93 e la National Gallery di Washington con 4.96. Nella penisola i dati dei Dossier Musei curato dai Touring Club sui musei più visitati durante il 2007 mettono al primo posto i Musei Vaticani con 4.310.083 visitatori (4.441.734 nel 2008), seguiti da Pompei che ha subito una perdita vertiginosa nel 2008 e dagli Uffizi di Firenze con 1.615.986 visitatori. Senza bisogno in America o in Francia, nel cuore di Roma esiste una realtà museale competitiva che non ha niente da invidiare alle istituzioni internazionali: i Musei Vaticani. Prime nella classifica del Touring Club, le collezioni vaticane sono al sesto posto nel mondo, e dalla loro gestione i musei italiani hanno sicuramente qualcosa da imparare. «La crisi economica tocca un po' dappertutto, il mondo della cultura, teatro, cinema, anche i musei» dice Antonio Paolucci direttore dei Musei Vaticani dalla fine del 2007. «Questo succede in Europa e succede in America, c'è un certo declino indubbiamente nei musei italiani e parzialmente anche nei Musei Vaticani. La gente ha meno soldi in tasca e dovendo scegliere tra una pizza e il biglietto del museo è umano pensare che scelga la pizza», continua il direttore che nella valorizzazione del patrimonio artistico ha una lunga esperienza. È stato ministro della Cultura, poi commissario straordinario per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi, nel 2005 prende le redini degli Uffizi. Negli ultimi anni Paolucci ha studiato un restyling informativo e didattico per i Musei Vaticani con l'obbiettivo di attirare un pubblico più largo, ottenendo risultati immediati nonostante la difficile situazione economica mondiale (dal 2007 al 2008 il numero dei visitatori è aumentato del 3 percento). Il direttore dichiara con soddisfazione che «i Musei Vaticani, con quasi cinque milioni di visitatori che lo attraversano ogni anno, è il Museo con un reddito di biglietteria molto alto, che al netto del costo (oltre trecento persone tra funzionari, impiegati, restauratori e custodi) va a coprire le spese in perdita delta Radio Vaticana. La Radio Vaticana parla tutte le lingue dei mondo e tutto questo ha un costo che viene coperto dai guadagni dei Musei, circa un terzo degli incassi di biglietteria sono destinati a questo importante scopo». Per avere un'idea delle entrate dei Musei Vaticani, con un semplice calcolo moltiplichiamo ì 4.441.734 visitatori per il costo del biglietto: 14 euro per l'intero, 8 il ridotto, quindi in media 11 euro a biglietto, e otteniamo un totale di quasi 49 milioni. Confrontando questi numeri con i dati pubblicati nell'aprile del 2009 dall'Ufficio di Statistica del MiBAC italiano (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) vediamo che il numero di visitatori di Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali a pagamento nel 2008 dell'intera Regione Lazio è 2.472.183, con un introito lordo di oltre 44 milioni, Il Lazio, che è la regione italiana che guadagna di più grazie ai suoi Musei, Monumenti e Aree Archeologiche statali , ha quindi un introito lordo inferiore a quello di una unica istituzione seppur di notevole prestigio. Dati e numeri che spiegano li potenziale non espresso del nostro patrimonio culturale.