Un'affascinante percorso per avvicinarsi, attraverso una galleria di oltre 150 opere, alla figura di Galileo e per indagare i rapporti che intercorrono tra la sua opera di scienziato e la cultura artistica del suo tempo. È stata inaugurata ieri a Palazzo Blu sul Lungarno Gambacorti la mostra "Il Cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell'età di Galileo", prestigioso omaggio che la città dedica al suo illustre concittadino. Manca per ora La Vista, la tela di Jusepe De Ribera - che è la prima raffigurazione pittorica del cannocchiale galileiano - scelta come copertina del catalogo della mostra. Arriverà nei prossimi giorni da Città del Messico, dove è rimasta bloccata dalla chiusura degli uffici pubblici (è nel museo Franz Maier) a causa dell'emergenza per la Nuova influenza. «I curatori e ideatori dell'evento, Lucia Tomasi Tongiorgi e Alessandro Tosi - dice Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione CariPisa, che nel Palazzo Giuli ospita la mostra - hanno preparato un lungo e affascinante percorso attraverso dipinti, sculture, libri, incisioni e strumenti che documentano i rapporti tra Galileo e i maggiori artisti del suo tempo e la relazione che si stabilì tra la nuova scienza e la cultura figurativa nell'Europa del XIII secolo». Il tema su cui si incentra "Il Cannocchiale e il pennello" è «meno legato alla scienza e all'astronomia - sottolinea Lucia Tomasi Tongiorgi, nella tripla veste di membro del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Galileiane, prorettore vicario e curatore dell'evento - ma illustra aspetti non meno interessanti della personalità dello scienziato, quali i rapporti con il mondo artistico e l'influenza che le sue scoperte e il suo approccio al sapere scientifico hanno portato alla cultura del suo tempo». "Il Cannocchiale e il pennello", in programma sino al 19 luglio a Palazzo Blu «avvia un percorso di arricchimento dell'offerta culturale di Pisa e segna un nuovo cammino per la valorizzazione delle nostre risorse», sottolinea il sindaco Marco Filippeschi. Il primo cittadino, in previsione di un «autunno costellato da numerosi eventi artistici e culturali», chiede la collaborazione di tutti a sostenere «questo importante percorso in cui hanno investito le istituzioni». La prestigiosa sede espositiva delle collezioni della Fondazione CariPisa, cornice di un progetto che si propone di celebrare l'avventura umana e intellettuale di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, contribuirà dunque alla promozione dell'immagine di Pisa nel panorama culturale nazionale. La mostra "Il Cannocchiale e il pennello" si inserisce in «un ampio cartellone di iniziative volte non solo a rendere omaggio al nostro illustre concittadino - ricorda Andrea Pieroni, Presidente della Provincia - ma rappresenta una tappa importante per rafforzare la vocazione di Pisa a essere la sede di iniziative di altro valore». Sono 7 le sezioni tematiche in cui si articola la mostra, un percorso che porterà il visitatore a muoversi tra dipinti, sculture, libri, incisioni, ma anche tra strumenti scientifici e di calcolo e che sarà uno stimolo al desiderio di capire, al gusto di osservare, al piacere di cercare le risposte agli interrogativi del nostro presente. Il catalogo che correda l'esposizione - realizzato dalla casa editrice Giunti - mostra, con una pluralità di prospettive disciplinari, la molteplicità e la complessità di risposte della cultura figurativa a una "rivoluzione" che unisce il cannocchiale e il pennello. Alessandro Tosi, nel suo breve accenno al percorso espositivo, ha segnalato la «presenza di un inedito autografo galileiano, di un nucleo di opere conservate all'Accademia delle Belle Arti e di un trattato sulle fortificazioni che lo scienziato scrisse a Padova».