Oggi il 60 dellumanità abita in megalopoli, conurbazioni territoriali, metropoli. Dopo lapprovazione della legge sulle aree metropolitane, dovremmo riflettere se Firenze, tra queste, non sia più la "testa" di una conurbazione che arriva a Pistoia, che non il "cuore" di una metropoli. Il mio dubbio si riferisce a ciò che di positivo evoca il termine "metropoli": vocazione internazionale, multiculturalità, dinamismo imprenditoriale, vitalità creativa. Ebbene quanto Firenze e la sua area richiamano oggi unimmagine metropolitana? Non molto. Mi pare che la sua vocazione internazionale si limiti alliterazione della sua offerta turistica, che la definizione di multiculturalità non si adatti molto al muto conflitto tra Prato e la sua "Chinatown", che il dinamismo imprenditoriale sia un fenomeno limitato, che la vitalità creativa è scarsamente incentivata sia dal pubblico che dal privato. Il rinvio dellapprovazione del Piano Strutturale da problema potrebbe divenire unopportunità che Firenze può giocare in una logica metropolitana. Sarebbe opportuno che la programmazione si accompagnasse ad una riflessione socio-culturale per definire lidentità della città e della metropoli. E immaginabile un Piano col quale si affronti il tema della qualità e non solo quello della quantità? Sono pensabili funzioni innovative come lutilizzo di spazi in disuso per "incubatori" per giovani creativi? E ipotizzabile premiare linvestimento rispetto alla rendita? Gli interrogativi potrebbero essere ancora molti e occorre trovare un obiettivo identitario nel quale risolverli. Il 2009 è lAnno Europeo della Creatività e dellInnovazione, unoccasione per riflettere sul valore competitivo di quella industria creativa che ancora tiene a galla Firenze: musei, editoria, multimedia, innovazione tecnologica. E possibile che la cultura non sia (quasi) mai al centro delle scelte di governo? Non potrebbe essere questa la domanda a cui rispondere trovando, al contempo, le risposte alle prime? Cè unopportunità da cogliere: nel 2019 la Capitale Europea della Cultura si celebrerà in Italia. Firenze lo è già stata nel 1986 ma oggi quel "titolo" vale molto di più e può essere il volano di grandi trasformazioni. Venezia, Palermo e perfino Matera si sono già candidate. Sapremo cogliere loccasione? Lautore è architetto e direttore del Festival Creatività
2019, FIRENZE TORNA CAPITALE
Oggi il 60% dell'uomo vive in megalopoli, conurbazioni e metropoli. Il dubbio è se Firenze sia ancora la "testa" di una conurbazione che arriva a Pistoia o il "cuore" di una metropoli. Il termine "metropoli" evoca una vocazione internazionale, multiculturalità, dinamismo imprenditoriale e vitalità creativa. Tuttavia, Firenze non richiama molto un'immagine metropolitana. La sua vocazione internazionale si limita all'offerta turistica, la multiculturalità è limitata, il dinamismo imprenditoriale è limitato e la vitalità creativa è scarsamente incentivata.
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