Contesa, contendibile, termini economici, meglio finanziari, di borsa. Si dice di una società quotata quando diviene scalabile o comunque preda di altre società o gruppi. Sono fin dal titolo i termini che Aldo Schiavone usa a proposito del nostro Paese (LItalia contesa, Laterza editore). Il libro è ricco, direi addirittura gonfio e risulta difficile sintetizzarlo ma credetemi ne vale la pena anche perché loperazione comporta notevoli risvolti in termini di Mezzogiorno e quindi di Sicilia. Perché lItalia è contesa e da chi è contesa? Secondo Schiavone la lunga transizione italiana, seguita alla contemporanea decostruzione (sono parole sue) politica e sociale dopo il '92 e la discesa in campo di Berlusconi, volge al termine. Anzi il Cavaliere sarebbe oggi il solo ostacolo al suo definitivo compimento. La normalizzazione della nostra politica (è sempre Schiavone che parla) non aspetta che la sua uscita di scena per potersi concludere. Anche questo di Schiavone non fa eccezione rispetto ad altri testi consimili: magnifica diagnosi, dubbia prognosi, esito infausto, tanto per usare termini presi a prestito dalla medicina. Io ho dovuto cominciare dalla fine perché il titolo del libro mi obbligava a farlo. Cerchiamo ora di fare un passo indietro per cercare di capire come lautore arrivi a queste conclusioni e andiamo dunque alla parte migliore del libro che è quella che più ci interessa. Partendo dallultimo saggio di Schiavone si trova una chiave di lettura sul tessuto sociale di Palermo fatto di individui sconosciuti, di folle solitarie e non identificabili In questo torno di tempo sono divenuti evidenti taluni fenomeni sociali da tempo in maturazione: da un lato il definitivo declino della classe operaia e dallaltro il dissolvimento del vecchio universo borghese. Sono andati emergendo invece i ceti affluenti dei nuovi ricchi: finanza, moda, spettacolo, comunicazione, informazione e via dicendo Con loro è andato emergendo un universo sociale molecolare fatto di una galassia di schegge ognuna centrata su se stessa. I nuovi lavori dividono assai più di quanto non riunificano. La società italiana veniva scoprendo una forma esplosiva e contagiosa di individualismo acquisitivo. La doppia decostruzione aveva creato un inedito popolo di consumatori senza più coscienza di classe, formato in gran parte da quei ceti medi gonfiati dalla rivoluzione produttiva degli anni Ottanta e seguenti non più socializzati dal lavoro, orientati verso una cittadinanza «debole» e una cura «forte» del proprio privato, attraversati fra laltro da una leggerezza di superficie, da una esplosione di discontinuità, da una disponibilità culturale e politica, da una sorta di relativismo morale. Si sarebbe passati in sostanza da una situazione sociale rigida, fissa e abbastanza arcaica a una condizione di magmaticità e di fluidità cui non eravamo abituati. Una condizione (lo si capirà benissimo) nella quale i termini destra e sinistra hanno smarrito il loro significato originario e al limite sono divenuti privi di senso. La citazione è testuale e lunga allo stesso tempo e non poteva essere diversamente perché i pazienti lettori si saranno resi conto che difficilmente in passato siamo riusciti a disporre di uno schema, di una griglia migliore per comprendere le ragioni della fortuna del berlusconismo, che ha fornito in questi anni a questi ceti uno specchio su cui essi potevano guardarsi e riconoscersi. Una molecolarizzazione sociale, la fine di ogni ceto o classe, una sorta di tutti contro tutti che ricorda più il "Grande fratello" che una compagine sociale. Ma la questione per noi non si ferma qui. La mia personale sensazione (e di conseguenza la mia ipotesi) è che il Mezzogiorno e la stessa Sicilia non siano estranei a questo schema di analisi ma che esso anzi li riguardi. Quante volte in questi anni mi sono sforzato di capire il tessuto sociale della Sicilia e di Palermo? Quante volte ho chiesto aiuto a sociologi e storici per cercare di venire a capo di una realtà sociale divenuta inestricabile e incomprensibile? E ora, direte voi, lhai capita con poche righe di un pur interessante pamphlet? Ebbene in questi giorni ho tentato e ritentato di applicare questa lente alla nostra Sicilia del centrodestra, alla nostra Palermo berlusconiana fatta di individui sconosciuti, di folle solitarie e non identificabili. Ebbene credetemi, funziona. Ora se questo fosse vero occorre decidersi a rinunziare per sempre a tutti gli schemi e a tutte le regole del meridionalismo e della stessa questione meridionale che del resto era in certa misura una metafora stessa dellintero Paese dallUnità in avanti, il frutto di un mondo politico e sociale definitivamente morto e sepolto. Nessuno mi potrà rimproverare di non averlo capito per tempo anche a costo di prezzi e conti personali già regolati e pagati. Ma qui viene meno anche il seguito, nel senso che cè un Mezzogiorno non più spettatore ma in qualche misura anche protagonista di una vera e propria rivoluzione sociale. Ci sarebbe allora una sorta di Mezzogiorno moderno ma in senso astorico, cioè privo di storia, di tradizioni, di cultura, senza passato. Questo Sud che ci si presenta davanti quasi come un incubo è tuttavia vero e reale più delle molte, troppe parole che sul suo simulacro abbiamo speso. Ma esso ha un contenuto economico, ha un futuro economico o per caso è anchesso e in quale misura figlio della intermediazione politica della spesa pubblica? Semmai il contenuto economico sarebbe in ogni caso proporzionalmente inferiore a quello della parte più avanzata del Paese, anche se nel formulare questo azzardo mi rendo conto di continuare a usare le immutabili categorie del NordSud. Insomma bisogna stare al gioco e lasciare per ora lopera aperta. Leggete il libro di Schiavone e traetene tutti gli stimoli di cui esso è capace e poi vedremo se queste note erano il delirio di un visionario o qualcosa di più e di meglio. s.buterahotmail. it
SICILIA - Il modernismo senza storia nella Sicilia berlusconiana
Il libro di Aldo Schiavone, "L'Italia contesa", analizza la società italiana e la sua crisi. Secondo Schiavone, l'Italia è diventata una società scalabile e preda di altre società o gruppi. La lunga transizione italiana dopo il '92 e la discesa in campo di Berlusconi hanno portato a una normalizzazione della politica e sociale. Tuttavia, Schiavone sostiene che il Mezzogiorno e la Sicilia non sono estranei a questo schema di analisi, ma che esso li riguarda. Il libro esamina la società italiana come una "molecolarizzazione sociale" in cui i termini destra e sinistra hanno smarrito il loro significato originario.
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