Protestano gli ambientalisti: a rischio la costa a sud del Villaggio Coppola In campo anche i balneatori campani "Lerosione iniziata nel 74: arenili più bassi di 2,5 metri" Quel porto non sha da fare. Così comè progettato, distruggerà tutta la costa a sud del Villaggio Coppola. Lo sostengono ambientalisti e associazione balneatori della Campania. Sotto accusa è il nuovo progetto del porto turistico di Marina di Pinetamare che la regione Campania si appresta a realizzare ampliando e ristrutturando la vecchia darsena San Bartolomeo, al centro del Villaggio Coppola. Il fronte che si oppone al nuovo porto ha già presentato, il 28 aprile scorso, le proprie osservazioni alla procedura di valutazione di impatto ambientale. «La spiaggia scompare. Il mare distrugge gli stabilimenti balneari e si insinua fin nelle case del litorale domizio a sud del Villaggio Coppola - spiega larchitetto Antonio Cecoro, presidente dellAssobalneari campana - Il fenomeno dellerosione della costa è iniziato proprio con la costruzione del vecchio porto, tutto abusivo, realizzato al centro di Pinetamare nel 1974 senza alcun criterio progettuale. Il fenomeno dellerosione della costa ha colpito soprattutto Ischitella, sul lato sud di Pinetamare, causando un abbassamento della quota degli arenili di circa 2,5 metri sul livello medio del mare». Ma ulteriori danni allequilibrio costiero deriverebbero dalla realizzazione del nuovo porto. «A dirlo non siamo noi, ma un esperto di fama internazionale, Leopoldo Franco, docente di Dinamica costiera», aggiunge Cecoro. A dare man forte agli ambientalisti e allassociazione dei balneatori, ci sono anche la lega navale di Castel Volturno e lAsoim (Associazione studi ornitologici dellItalia meridionale). Questultima ha denunciato che con la scomparsa degli arenili anche molti uccelli migratori provenienti dal nord Europa, sarebbero a rischio. Contro il nuovo porto si schierano anche una cinquantina di cittadini del villaggio "la Cittadella", nei pressi di Ischitella, che si sono visti praticamente arrivare il mare nelle proprie abitazioni con lultima mareggiata di febbraio. «Qui siamo tutti proprietari di prima casa. Eravamo a più di 50 metri dalla costa quando abbiamo iniziato ad abitarle - spiega uno di loro - Ora cè uno strapiombo che da un momento allaltro potrebbe cedere e far crollare tutto».