UN PALAZZO vuoto, con porte e finestre murate, e 75 alloggi disabitati e sfitti da quattro anni: il monumento allo spreco è in via Agucchi 175 e appartiene alle Poste, in gestione allassociata Europa Gestioni Immobiliari. I vicini protestano per la sporcizia e il Quartiere annuncia una verifica. La proprietà: «Ledificio non è in abbandono ed è destinato alla vendita». Via Agucchi, monumento allo spreco 75 appartamenti delle Poste vuoti e sfitti Un esempio di pessima amministrazione di un patrimonio che potrebbe invece essere prezioso Il palazzo è in vendita e non è vero che è abbandonato, noi ne curiamo la manutenzione QUATTRO anni fa, quando furono mandati via gli ultimi affittuari, la proprietà rassicurò il presidente del quartiere Navile sul futuro del palazzo dicendo che era in corso una trattativa col ministero dellInterno. Come a dire: questa potrebbe diventare la casa dei poliziotti e dei Cc. Abbandono scongiurato. Le cose non sono andate così: oggi il palazzone di Poste Italiane in via Agucchi 175 - tre piani, 75 appartamenti, tutti vuoti - è un formidabile monumento allo spreco, lacqua entra nelle case da una falla sul tetto, la vendita non è mai andata a buon fine, e Europa Gestioni Immobiliari, la società di Poste Italiane «che cura la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare non più strumentale trasferito dalla Capogruppo», così sta scritto sul sito della casa madre, si limita a dire che ledificio «è in fase di commercializzazione». Settantacinque alloggi vuoti in una città in perenne affanno abitativo, un palazzo intero che non solo non produce nessuna ricchezza, ma anzi è fonte ulteriore di costi. I vicini strepitano, laltro pomeriggio ne hanno discusso ancora una volta in unassemblea di quartiere col presidente Claudio Mazzanti e dicono di essere stanchi «di vivere assediati dai piccioni che hanno colonizzato i balconi», chiedono che sia effettuata almeno la manutenzione ordinaria e qualcuno minaccia esposti alla Corte dei Conti. Settantacinque alloggi sfitti, il cortile che piomba nel buio più assoluto al calar della sera perché nessun lampione funziona, nemmeno i fari installati sui terrazzi due anni fa, «mai accesi», giurano i vicini, le carcasse delle auto abbandonate nel piazzale. Quattro anni fa, quando Poste Italiane sloggiò gli ultimi quindici affittuari rimasti in quella che un tempo era la casa-albergo dei postini, furono murati tutti gli accessi, vennero staccate le utenze e le finestre al primo piano furono blindate con una serie di lastre di metallo per impedire accessi abusivi. Almeno due, sul retro, sono cadute a terra. Cosa è successo là dentro nel frattempo, cosa ha saputo fare lincuria e labbandono, lo racconta un verbale dei vigili del fuoco mandato alla sicurezza di Europa Gestioni Immobiliari a metà gennaio, per un fiotto dacqua da un terrazzo. I pompieri telefonarono a Hera che chiuse la conduttura, ma lacqua continuò a scrosciare: nessun tubo rotto, solo la pioggia che si era infiltrata dal tetto. Le Poste replicano che la manutenzione ordinaria viene effettuata con regolarità (ieri mattina i giardinieri, due diverse ditte, sono venuti a tagliare lerba e a rimuovere un tronco spezzato, curiosamente dopo le domande fatte dal cronista il giorno prima) e che lintervento sul tetto «è in programmazione, in questi mesi ha piovuto molto». Il quartiere, che ha già multato le Poste per linosservanza delle regole digiene, ora chiederà una verifica allufficio controlli statici per eventuali situazioni di pericolosità. «Una situazione di spreco inaccettabile - dice Mazzanti - esempio di una pessima amministrazione. E gli acquirenti dovranno sobbarcarsi costi non indifferenti per la ristrutturazione, dovuti allincuria».
BOLOGNA - Degrado e rifiuti nel palazzo delle Poste
In via Agucchi 175, a Firenze, si trova un palazzo delle Poste Italiane, con 75 appartamenti vuoti e sfitti da quattro anni. I vicini protestano per la sporcizia e il quartiere annuncia una verifica. La proprietà è in vendita, ma non è vero che è abbandonata. La società di gestione, Europa Gestioni Immobiliari, afferma che il palazzo è in fase di commercializzazione. I vicini chiedono la manutenzione ordinaria e la verifica di eventuali situazioni di pericolosità. La situazione è considerata inaccettabile e gli acquirenti dovranno affrontare costi non indifferenti per la ristrutturazione. Il palazzo è stato oggetto di proteste e richieste di intervento da parte dei vicini.
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