Arte contemporanea formato extralarge sullo sfondo di Venezia e della sua immagine da «cavalcare». Se a giugno nei giorni della Biennale la terrazza della Guggenheim sul Canal Grande «esporrà» la torre in acciaio neogotica di oltre 10 metri di altezza dell'artista belga Wim Delvoye, François Pinault non sarà da meno tra la Punta della Dogana a Palazzo Grassi. Nel nuovo museo Pinault della Dogana si annuncia in particolare una maxi-installazione in Punta e un'illuminazione del tutto particolare. Ma sarà di fronte a Palazzo Grassi - dove in contemporanea saranno esposte altre opere della collezione dell'imprenditore francese - che si annunciano le sorprese più grosse. E' già stato dato il via libera all'installazione nella piattaforma galleggiante di fronte alla porta d'acqua della monumentale scultura dell'artista svizzero Urs Fischer, Bad Timing, Lamb Chop!, di quattro metri e metro d'altezza e del peso di oltre tre tonnellate. Trattasi di un enorme pacchetto di sigarette attraversato da una sedia per giganti, che chiunque passerà in vaporetto lungo in Canal Grande non potrà non notare. Così sarà anche per l'opera che, a pochi metri di distanza, troneggerà in campo San Samuele, tra l'omonima chiesetta e l'ingresso di Palazzo Grassi. Una grande macchina sportiva su cui è tatuato a grandezza più che naturale il corpo di una donna nuda, per un'installazione intitolata Covering Hannah, Autore Richard Prince, artista statunitense che qualcuno ha definito uno degli eredi di Andy Warhol, per la sua attenzione al tema del consumismo e dell'identità americana, ritraendo tra i suoi soggetti, appunto auto e donne poche vestite, e pazienza se qualcuno non gradirà. Due pezzi che Pinault ha voluto nella sua collezione e che ora, viste le dimensioni, esporrà all'esterno. Tutti i progetti citati hanno già le autorizzazioni necessarie, mentre un no dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Venezia è arrivato a un altro progetto francese, ma in questo caso non «targato» Pinault, ma Pinet. Si tratta del «Monumento al Sorriso» dell'artista francese Agnes Winter-Pinet. Ovvero alcune centinaia di maxifotografie di veneziani sorridenti ripresi in varie zona della città, che avrebbero dovuto comparire negli imbarcaderi degli Actv, nei punti di accoglienza dell'Apt, ma anche lungo le finestre delle facciate di numerosi palazzi sul Canal Grande. Un progetto che l'artista ha già realizzato a Parigi e New York. «Il no della Soprintendenza - spiega il presidente dell'Apt Renato Morandina - è arrivato per l'eccessivo impatto che il progetto avrebbe avuto sulla città, trattandosi oltretutto di un'iniziativa privata che avrebbe finito per confondersi con quelle della Biennale. Motivazioni che noi, che pur avevamo appoggiato il progetto, abbiamo capito e condiviso». Sta di fatto che, dopo la maxipubblicità, anche l'arte contemporanea - che spesso le fa l'occhiolino - non riesce a sottrarsi al gigantismo per invadere con le sue opere gli spazi di Venezia quando scoppia la «febbre» esibizionistica della Biennale.