Fu distrutta dallalluvione del 66. Riapre domani dopo quarantanni restaurata e con grandi ambizioni Il cuore del Conservatorio Cherubini è racchiuso al pianterreno di piazza delle Belle Arti, in una cassaforte che conserva manoscritti e antichi libri a stampa di valore incalcolabile. Lì dentro, mezzo millennio di storia della musica: trattati rinascimentali e barocchi; diciassette volumi di lettere - spesso con tanto di buste ma non di francobolli, sottratti chissà quando, da chi - a firma Monteverdi, Haydn, Cherubini, Rossini, Bellini, Verdi; e del compositore di Busseto pure la partitura manoscritta del Macbeth, quella utilizzata per la première alla Pergola del 1847, con il visto dapprovazione di pugno dellautore. Lo scrigno dei tesori, un totale di 40 mila titoli, viene conservato in un antro zeppo di tanti altri tomi non obbligati a riposare sotto chiave. Il 4 novembre 1966 lArno se ne è mangiati 10 mila. Dopo quella data la biblioteca ha chiuso. Così non si è più potuto consultare il fondo Pitti appartenuto ai Lorena, oltre 100 mila volumi decorati con acquerelli, né il lascito dellinsigne musicologo ottocentesco Abramo Basevi. Quarantanni doblio. Poco a poco però la biblioteca sta risorgendo. Gli studiosi vi sono ammessi dal 2003, e da undici mesi possono richiedere copie digitali dei testi via mail: 11 mila ne sono state spedite finora, anche in America e Nuova Zelanda. Domani alle 10 la biblioteca riapre ufficialmente i battenti in pompa magna con linaugurazione della sala di lettura. Spazio devastato dallalluvione, oggi rimesso a nuovo. La cerimonia è parte del convegno nazionale di due giorni La documentazione musicale e la professione del bibliotecario, al via stamani ore 9 alla Biblioteca Nazionale. Per adesso la sala - soffitto affrescato a metà Ottocento e, allintorno, scaffali che sanno di legno appena tagliato - è accessibile martedì e giovedì mattina grazie ai bibliotecari Enza Ciullo, Gianni Ciabattini, Giuliana Zaccagnini. Ambiziosi, tuttavia, i propositi per il futuro. Si punta alla digitalizzazione completa del patrimonio librario da rendere consultabile gratis on line: una fondazione statunitense sembrerebbe disposta a offrire i 7 milioni e 800 mila euro necessari. Di sicuro nei prossimi tre anni dovrà trovarsi in rete almeno lintero catalogo del Cherubini: spesa prevista 270 mila euro, di cui 110 già finanziati da Ente Cassa, Regione, Harvard University. Poi bisognerà rimpolpare gli scaffali con nuovi acquisti, interrotti nel 66. Il fatto è che i soldi scarseggiano. «Questanno, 40 di fondi in meno dal ministero», lamenta Paolo Biordi, direttore del Conservatorio. «Quel che siamo riusciti a fare, rappresenta un traguardo colossale. Per proseguire, servirebbe laiuto dei privati. Che si facciano avanti; noi, in cambio, garantiamo loro visibilità sul nostro sito».
FIRENZE -Nuova vita al Cherubini, rivivono libri e spartiti
Il Conservatorio Cherubini di Firenze, distrutto dallalluvione del 1966, riapre domani dopo quarantanni. Il cuore del conservatorio è racchiuso in una cassaforte al pianterreno di piazza delle Belle Arti, dove si conservano manoscritti e libri a stampa di valore incalcolabile. La biblioteca ha chiuso dopo lalluvione, ma gli studiosi possono consultare il fondo Pitti e il lascito di Abramo Basevi. La biblioteca sta risorgendo, con linaugurazione della sala di lettura domani e la digitalizzazione del patrimonio librario. I propositi includono la consultabilità gratuita online e la creazione di una fondazione statunitense per finanziare la spesa.
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