Nola. «Un furto culturale, un abuso»: il comune di Brusciano porterà un giglio in trasferta a Padova e a Nola si annunciano diffide. «Ormai è troppo. Un conto è tollerare le pessime imitazioni che vanno in scena nei comuni dei dintorni, un altro è sopportare che si porti in giro il simbolo della nostra città e della fede verso San Paolino»: l'assessore ai beni culturali Arturo Cutolo batte i pugni ed annuncia la linea dura. «Bloccheremo tutto», dice e annuncia di aver già dato mandato al legale del Comune di diffidare le amministrazioni di Brusciano e Padova dal celebrare l'evento. A Brusciano, però, i preparativi ormai fervono e una delegazione di amministratori ed esperti si è già recata in Veneto per mettere a punto i dettagli di una ballata in programma per il 31 maggio, in nome di Sant'Antonio, il cui culto accomuna le due città. «Non stiamo imitando nulla e nessuno. Il nostro è solo uno scambio culturale avviato lo scorso anno con l'arrivo delle reliquie del Santo a Brusciano»: Antonio Di Palma, presidente del consiglio comunale, si dice sorpreso e tra l'altro precisa: «Sappiamo che la festa è nata a Nola ma da noi sono 134 anni che i gigli ballano». È uno scontro tra campanili, insomma, ma nessuno sembra intenzionato a cedere. A Nola infatti si preparano già ad adottare le contromisure nel caso in cui la diffida legale non sarà presa in considerazione. «Ci rivolgeremo direttamente al ministro per i beni culturali perché - avverte Cutolo - non è possibile inflazionare un evento che è candidato a ricevere la tutela dell'Unesco come patrimonio dell'umanità». Poi la sfida: «L'unica ballata che valga la pena di vedere è quella di Nola ed è per questo che invitiamo il sindaco di Padova e l'intero consiglio comunale a partecipare alla festa di giugno».