Vertice alla provincia, verrà chiesto un incontro con l'assessorato regionale Si è tornato a parlare del piano paesaggistico provinciale e dei problemi ad esso connessi, nella sede della Provincia Regionale dove il presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso ha invitato - per fare il punto sull'argomento - i sindaci dei comuni del territorio e i rappresentanti della locale Soprintendenza e dell'assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali. Mancuso ha introdotto l'incontro, parlando di necessità di rispetto del territorio ma senza andare a discapito delle possibilità di sviluppo dello stesso, specie in un contesto di diffusa crisi come l'attuale: d'accordo, quindi, contro illegittimità ed abusivismo, ma senza penalizzazioni sulla crescita delle nostre aree. L'assessore provinciale all'Ambiente Franco Giudice ha ripercorso l'iter propedeutico all'elaborazione del piano da parte della Soprintendenza nissena (la cui assenza all'incontro è stata stigmatizzata, ma la soprintendente Panvini ha fatto poi sapere di non aver ricevuto alcun invito), ricordando gli incontri avuti ai vari livelli unitamente ai sindaci, delle cui controdeduzioni al piano, però, non è stato possibile conoscere l'esito, così come nulla è trapelato sull'articolazione definitiva del piano stesso. Proprio sulle carenze palesate dalla concertazione propedeutica al piano, sul mancato riscontro delle osservazioni elaborate dai Comuni, sull'impossibilità di conoscere a fondo il nuovo elaborato, sono state pressoché unanimi le critiche degli intervenuti. Hanno preso la parola diversi consiglieri provinciali auspicando il raggiungimento di un equilibrio tra le esigenze di tutela e quelle di sviluppo del territorio (La Rosa), la creazione di un comitato amministratori provinciali-consiglieri-sindaci per interloquire con l'assessorato regionale (Cigna), una forte denuncia politica che veda la Provincia assieme ai sindaci rivendicare il diritto alla rappresentanza del territorio contro un piano piovuto dall'alto e fatto in fretta che mette in crisi i piani regolatori locali (Cirrone Cipolla), la conoscenza delle valutazioni che la Soprintendenza ha elaborato sulle controdeduzioni dei sindaci (Petralia), un consiglio provinciale straordinario sul tema che coinvolga anche i parlamentari locali e tutti i soggetti chiamati in causa, con l'alternativa del ricorso al Tar laddove a prevalere debba essere alfine la giustizia anziché la politica (Cusumano), la necessità di un tavolo tecnico che si interfacci direttamente e subito con la Regione (Cascino). Sono poi intervenuti nel dibattito i rappresentanti dei comuni di Caltanissetta, Sutera, San Cataldo, Milena, Serradifalco, Mussomeli, Marianopoli, Campofranco e Sommatino denunciando anch'essi le carenze dell'iter che ha portato alla redazione del piano, e quindi i limiti di una concertazione che non è stata capillare e approfondita, e soprattutto il silenzio calato sulle osservazioni da loro inviate e finite all'esame dell'Ufficio Piano presso l'assessorato regionale. E' stato altresì auspicato che possano essere le Province ad elaborare i piani paesaggistici in quanto, assieme ai Comuni, reale espressione dei territori; è stata anche dichiarata la disponibilità dei sindaci a proclamare lo stato di agitazione. Alla fine l'assessore Giudice s'è impegnato a chiedere un urgente incontro a Palermo con l'assessore ai Beni culturali, con una rappresentanza delle istituzioni chiamate in causa.
SICILIA - Piano paesaggistico, Soprintendenza non invitata
Il presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso ha invitato i sindaci dei comuni della provincia e i rappresentanti della Soprintendenza e dell'assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali a un vertice nella sede della Provincia Regionale. L'assessore provinciale all'Ambiente Franco Giudice ha presentato il piano paesaggistico provinciale, che è stato criticato per le carenze nell'iter di elaborazione e per il mancato riscontro delle osservazioni dei Comuni. I sindaci e i rappresentanti delle istituzioni hanno espresso critiche e richieste per un equilibrio tra la tutela e lo sviluppo del territorio, e hanno auspicato un incontro con l'assessorato regionale per discutere del piano.
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