Le rotte clandestine Da oggi al 30 settembre in esposizione i pezzi e i reperti trafugati in scavi clandestini e recuperati dai carabinieri Cè un intreccio fra tombaroli, trafficanti e acquirenti: Stati Uniti ma anche Oriente le destinazioni più frequenti. Sculture e dipinti finiti in musei molto importanti... LArtemide marciante, statua in marmo bianco del I secolo avanti Cristo cantata da Cicerone in una delle sue opere, prima di giungere a giusta destinazione nel Museo Nazionale di Roma, ha macinato chilometri da "clandestina". I falsari hanno trafugato loriginale, tentato di rivenderlo senza successo a 3 milioni di dollari ad un collezionista di Tokyo e ordinato quattro copie che poi hanno messo sul mercato. Per depistare le indagini dellArma dei Carabinieri, un marmista aveva realizzato quattro falsi della statua. Quattro esemplari riprodotti fedelmente alloriginale, eseguiti dallartigiano senza averlo mai visto dal vivo, ma soltanto attraverso 18 fotografie che il committente gli aveva consegnato. Perfetti, se non per un certo odore sospetto dovuto allurina di vacca utilizzata per invecchiare il marmo e per unandatura tendente allindietro che contraddiceva lavanzare tipico delloriginale. Ogni reperto esposto a Palazzo Reale - da oggi e fino al 30 settembre nella mostra "Archeologia ritrovata" organizzata dal Centro Europeo per il Turismo - può raccontare una storia, per fortuna, a lieto fine. I sessantotto pezzi in mostra sono stati trafugati in scavi clandestini, poi sono finiti nelle collezioni di musei statunitensi e raccolte europee e infine sono stati recuperati in 40 anni di attività del Comando Carabinieri che alla tutela del patrimonio ha riservato una sezione messa in piedi nel 1969. «La falsificazione è soltanto uno degli aspetti del problema - dice il generale Giovanni Nistri, comandante del Comando Carabinieri Tpc - Cè un intreccio quasi inestricabile tra tombaroli, trafficanti, acquirenti, falsari prima di interessare lesportazione clandestina. I pezzi escono dallItalia per arrivare in Europa, poi passano facilmente negli Usa ma anche lOriente sta diventando un mercato attivo». Il cratere a calice con Europa sul toro del 350 a. C., sottratto dagli scavi nellarea di SantAgata dei Goti, fu ritrovato grazie ad una fotografia con cui un tombarolo si immortalava abbracciato al vaso appena tirato fuori dai sotterranei. «Quando labbiamo mostrata al Paul Getty Museum, dove il pezzo era conservato, lhanno restituito subito». Il sostegno di mensa con due grifi che sbranano una cerva, bellissimo pezzo in marmo che doveva essere parte di un tavolo in una tomba a camera ipogea, fu rubato agli scavi di Ascoli Satriano (Foggia) tra il 1976 e il 1978. Fatto a pezzi perché era impossibile trasportarlo nel portabagagli di una macchina così comera, lungo quasi un metro e mezzo, fu poi diviso in tre blocchi. Restaurarlo devessere stata unimpresa ma ora è uno dei pezzi forti della mostra. «Non ci occupiamo soltanto del recupero di ciò che è nostro - continua Nistri - questanno abbiamo restituito 2.200 reperti archeologici alla Bulgaria ritrovati sul nostro territorio, altrettanti sono stati ridati allUcraina. E il settore delle vendite on line è un altro business: abbiamo recuperato 16 mila monete archeologiche messe allasta sul web». La mostra è aperta dalle 9 alle 20 tutti i giorni tranne il mercoledì. Ingresso 6 euro, info www.carabinieri.it e www.palazzorealenapoli.it