Prime iniziative: incontri con gli agricoltori e un decalogo di buone prassi per i candidati sindaci Salvaguardare il territorio, l'ambiente, il patrimonio storico, paesaggistico e culturale della nostra provincia. È l'obiettivo del comitato lucchese "Stop al consumo di territorio" che ha aderito all'omonima campagna nazionale (www.stopalconsumoditerritorio.it) e alla Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio (www.territorialmente.it). «Nel corso degli ultimi decenni la distruzione del territorio e del paesaggio e l'attacco all'ambiente sono dilagati con effetti devastanti» dicono i promotori dell'iniziativa che sono Maurizio Franceschi, Piero Manconi, Pia Pera, Laura Viviani, Leo Orsi, Massimo Duranti, Giovanna Niccoli, Olesia Del Fiorentino. «Le politiche urbanistiche portate avanti dalla maggior parte delle amministrazione locali della provincia, a prescindere dal colore politico, stanno devastando il nostro territorio - dicono quelli del comitato -. Da più parti stiamo assistendo ad una cementificazione selvaggia e alla distruzione indiscriminata degli spazi verdi. il paesaggio è in gran parte già irreversibilmente compromesso, sorgono problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, l'agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città e paese della Versilia e della lucchesia stanno virando verso un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto, si assiste all'aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che si traduce a sua volta in nuove domande di servizi e così via all'infinito, con effetti alla lunga devastanti come il sorgere di una frammentazione urbana e di una villettopoli senza anima (che hanno sostituito i paesi, i comuni e le identità municipali), nel quadro di una indistinguibile "città diffusa", parte di una megalopoli del Nord della Toscana che dall'area fiorentina arriva fino al mare. «Questa dinamica ha avuto una accelerazione nell'ultimo decennio anche a causa di un processo di deindustrializzazione del nostro territorio che ha spinto un'ingente quantità di capitali resisi disponibili a trovare un impiego diverso e più remunerativo. L'investimento che più degli altri è sembrato rispondere al meglio alle esigenze speculative dei vari "furbetti del quartierino" è stato - e continua ad essere - l'investimento nel settore dell'edilizia. Flussi consistenti di capitale si sono spostati dal settore calzaturiero e cartario - settori caratterizzanti della nostra economia - al settore edilizio, in seguito alle delocalizzazioni, ristrutturazioni, chiusure e vendite delle aziende al capitale straniero. I comuni, sull'onda delle politiche liberiste, non hanno visto di meglio che pensare lo sviluppo dei propri territori legato ad una sfrenata attività edilizia. L'urbanistica contrattata altro non è se non l'accordo tra il potere locale e i gruppi finanziari a spese di risorse non riproducibili: il territorio e il paesaggio. Questo è avvenuto in Toscana nel conteso di una legislazione regionale sufficientemente lasca, che ha reso possibile questa aggressione al territorio e alla qualità ambientale e paesaggistica. E' necessaria una inversione di marcia: la natura, la terra, l'acqua e il territorio non sono risorse infinite e pertanto vanno tutelate e difese». Come prime iniziative il comitato incontrerà le associazioni di categoria degli agricoltori e predisporrà un decalogo di buone prassi da sottoporre all'adesione dei candidati sindaci alle amministrative.