Pompei. Da otto mesi hanno perso il posto di lavoro e da due non percepiscono più la disoccupazione. Sono disperati i ventidue dipendenti dell'ex ristorante dell'area archeologica e non sanno più a quale Santo appigliarsi. Dall'ex commissario straordinario per l'emergenza scavi, il prefetto Renato Profili, hanno avuto le giuste garanzie di un loro riassorbimento nell'organico della nuova gestione, garanzie riconfermate in un incontro in prefettura dal neo commissario Marcello Fiori. Sulla carta, dunque, il loro futuro lavorativo sembrerebbe essere solido. In realtà, dicono gli ex dipendenti del ristorante di «Casa Bacco», «tutte le certezze vacillano con il passar del tempo». A congelare la riapertura del punto di ristoro interno all'area archeologica, servizio affidato alla società «Autogrill», e a mettere a rischio i ventidue posti di lavoro, è l'inchiesta giudiziaria avviata dalla procura di Torre Annunziata che si è abbattuta sulla soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. La guardia di finanza del nucleo provinciale di Napoli, infatti, su delega della procura oplontina, lo scorso marzo sequestrò tutti gli atti relativi alle procedure di affidamento dei punti vendita e di ristoro dell'area archeologica espletate dal commissario straordinario Renato Profili. «È dallo scorso marzo che non percepiamo più lo stipendio - afferma Giovanni Ambrosio, responsabile del personale dell'ex punto di ristoro dell'area archeologica -. Dopo la chiusura del ristorante era scattata la disoccupazione per tutti, della durata di otto mesi. Abbiamo scritto al ministro e a tutti i suoi collaboratori. Non abbiamo ancora ricevuto una risposta certa sul nostro futuro. Vogliamo chiarezza e certezze - continua il signor Ambrosio - altrimenti daremo inizio a una serie di iniziative che bloccheranno la normale fruizione del sito. Temo che alcuni dei miei colleghi possano arrivare a compiere gesti estremi. Mi appello, dunque, al buon senso di tutte le autorità preposte a risolvere il nostro problema». Sul fronte delle indagini, intanto, tutti gli atti sequestrati dagli 007 delle fiamme gialle sono al vaglio degli esperti in materia appalti pubblici alla ricerca di eventuali «difformità» di esecuzione. In particolare, dopo l'esposto anonimo inviato in procura, sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori sono finiti tutti gli atti relativi agli affidamenti dei punti di ristoro interni all'area archeologica.
Pompei. disperati i ventidue dipendenti dell'ex ristorante dell'area archeologica
Ventidue dipendenti dell'ex ristorante dell'area archeologica di Pompei, chiuso nel marzo scorso, sono in attesa di una risposta certa sul loro futuro lavorativo. Il loro stipendio è stato congelato da otto mesi, e non hanno ricevuto una risposta certa alle loro richieste di chiarimento. I dipendenti hanno scritto al ministro e a tutti i suoi collaboratori, ma non hanno ancora ricevuto una risposta. Sono preoccupati per il loro futuro e temono di dover ricorrere a gesti estremi. Le indagini sull'affidamento dei punti di ristoro interni all'area archeologica sono in corso, e gli atti sequestrati sono al vaglio degli esperti in materia appalti pubblici.
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