Ravello si trova nella fortunata situazione di possedere un panorama incantevole, un ricco patrimonio monumentale, una ricca infrastruttura alberghiera, una serie di splendide ville storiche, unAmministrazione efficiente, una fondazione lungimirante. Ora vi si aggiunge lauditorium progettato da Oscar Niemeyer. Non sono molti i paesi che possono vantare qualcosa di simile. Tutto questo, e altro ancora, confluisce nel "Progetto Ravello" che può diventare "sistema dinamico" solo se si rimuovono le cause locali che da qualche anno a questa parte dilaniano il paese e se si attua un modello di governance capace di raccordare i fondi pubblici e le sponsorizzazioni private con le esigenze del Comune e con le finalità sociali della Fondazione, ulteriore, consolidato patrimonio di Ravello. Forse proprio lAuditorium, che finora è stato il pomo della discordia, può finalmente fornire loccasione per voltare pagina e pacificare il paese, spianando la strada alla realizzazione di un modello di sviluppo socio-economico basato sullintreccio virtuoso tra cultura e turismo. Perciò la Fondazione conferma la disponibilità, più volte assicurata, a una concorde inaugurazione e gestione dellAuditorium, capolavoro di Niemeyer che può diventare per Ravello ciò che il museo di Ghery è ormai per Bilbao. La legittimazione a gestire lAuditorium fin dalla sua inaugurazione viene alla Fondazione dai suoi soci fondatori - tra cui Regione e Comune - che le hanno assegnato per statuto i precisi compiti di «tutelare e valorizzare, in termini culturali ed economici, i beni di interesse artistico e storico situati nellarea del Comune di Ravello; promuovere e coordinare iniziative culturali, scientifiche e artistiche che facciano dei siti storico-artistici di Ravello la sede di manifestazioni di prestigio nazionale e internazionale». Se la Fondazione venisse esautorata da questa sua mission, non avrebbe più ragione di esistere. Sulla base di queste prerogative statutarie della Fondazione Ravello, la Fondazione Monte Paschi è entrata a farne parte e ha consolidato la sua presenza onorando impegni finanziari di non lieve entità. Sulla base delle medesime prerogative statutarie tutti i consiglieri e i collaboratori hanno lavorato sodo per sette anni, assicurando ai soci e a Ravello un organismo esemplare. LAuditorium, che non è un fatto locale ma un fatto mondiale, rappresenta un tassello imprescindibile per la destagionalizzazione del turismo in tutta la Costiera e per il completamento del "Progetto Ravello". Esso però esige una solenne inaugurazione e una complessa gestione di altissimo livello, che rappresentano una vera e propria sfida, superabile solo se la volontà del Comune e la professionalità della Fondazione convergono in unazione sinergica. Come la Fondazione ha più volte segnalato, si è in grave ritardo per organizzare degnamente sia linaugurazione che la gestione. Il piano messo insieme dal Comune è di fiato corto e di basso profilo. Se finanziato dalla Regione, la esporrebbe a una pessima figura, anche nei confronti del Brasile. Daltra parte, inaugurare e gestire lAuditorium è unimpresa difficile che può essere realizzata solo valorizzando la competenza e limpegno della Fondazione. Solo essa, infatti, dispone già di quattro settori operativi (amministrazione, produzione, comunicazione, marketing) e di otto sezioni artistiche (dalla musica sinfonica alle arti visive) affidate a direttori di sperimentata competenza. Tutta questa macchina organizzativa è pronta a entrare in funzione per un lancio e uno sviluppo degni dellAuditorium. Ma solo una sinergia incondizionata con il Comune può indurre la Fondazione ad assumersi lonere gravosissimo di questa impresa e di recuperare il tempo perduto, mettendo in campo la sua capacità organizzativa, la sua solidità culturale e il suo network internazionale. E questa soluzione passa attraverso il completo accantonamento delle questioni localistiche, attraverso la pacificazione del paese, ora spaccato in due. Ogni soluzione che punti allegemonia di una delle due parti, esporrebbe la Fondazione (che deve sempre restare super partes) ai rancori dellaltra. La posta in gioco è cruciale e le forze in campo hanno responsabilità storiche anche verso le future generazioni. O si coglie questa irripetibile occasione per creare un modello eccellente di nuova governance territoriale, pacificare il paese e rilanciarlo nel mondo, con grande vantaggio per tutta la Regione; o lintero "Progetto Ravello", sprecando i massicci investimenti di soldi e di intelligenze, crolla miseramente, condannando lAuditorium a diventare una ennesima, scandalosa cattedrale nel deserto. Con questa ennesima, esplicita disponibilità, la Fondazione ha fatto tutti i suoi passi verso la collaborazione. Ora tocca agli altri soggetti fare la loro parte. Gli autori sono rispettivamente presidente della Fondazione Ravello, consigliere della Fondazione Ravello e direttore generale del Ravello Festival SEGUE A PAGINA V