-------------------------------------------------------------------------------- Ercolano. Non resta più nulla dei fasti di un tempo. Anzi. A guardare bene dalla strada, dietro quel cancello ancora rigorosamente d'epoca di corso Resina, si vedono soltanto cespugli e tanta sterpaglia. Un albero è caduto, spezzato dalla furia del vento: sono mesi ormai e nessuno provvede a rimuoverlo. Un altro, crescendo, ha spaccato una balconata di cemento ormai marcio. Eppure quel luogo, ricco di essenze arboree centenarie e di grande valore economico, doveva diventare il «giardino» della città, punto di incontro per bambini e anziani; doveva ospitare un teatro, rappresentare il simbolo del riscatto di Ercolano dalla morsa della camorra. Già, perché uno dei primi atti dell'amministrazione Bossa era stato proprio quello di strappare l'ex fortino della malavita organizzata dalle mani degli affiliati del clan Ascione, che vi avevano stabilito abusivamente la propria residenza, per restituirlo alla città. Oggi, a distanza di quasi dieci anni da quando una task force di carabinieri e polizia mise fuori i fedelissimi di don Raffaele «'o luong», per la settecentesca villa Matarazzo non c'è un piano per il futuro. Manca l'accordo sulla destinazione d'uso. Mentre centinaia di migliaia di euro spesi dall'amministrazione per riattare e arredare l'edificio sono già andati al macero. Le idee si sommano alle idee. Ma a tante buone intenzioni non corrisponde, almeno per ora, nessun atto concreto mentre la struttura rischia di cadere a pezzi, sotto lo sguardo di tutti. E così, proprio nell'anno in cui la Regione (proprietaria dell'immobile dato in comodato al Comune) decide di riprendersi la struttura e di impegnare 300mila euro per la realizzazione di un centro oncologico, Ercolano continua a impegnare, nel proprio bilancio, due milioni di euro per il suo recupero. Unico aspetto positivo, l'avvio della ristrutturazione della dependance che diventerà sala operativa della polizia e in parte alloggi per fuorisede. Nulla più resta dei progetti che soltanto qualche anno fa alimentavano i sogni degli amministratori. E per realizzare questi sogni fu redatto un progetto preliminare da due milioni e 660mila euro. Soldi che non sono stati tutti spesi, per fortuna. Anche se le cifre impegnate sono comunque grosse. Come i 300mila euro per eseguire lavori di manutenzione, per disporre l'impermeabilizzazione del terrazzo, la ristrutturazione degli ascensori e del portone d'ingresso. E non solo. La struttura è stata anche arredata, con una spesa di circa 413 mila euro per acquistare e montare scrivanie e arredi d'ufficio: vi sarebbe dovuto prima andare l'ufficio anagrafe, poi quello tecnico. Ma a tutt'oggi l'edificio è ancora chiuso. Tra querelle politiche ed errori nell'esecuzione dei lavori di ristrutturazione, il portone continua a restare chiuso. Degrado e abbandono la fanno da padrona. Che il progetto di riattazione fosse stato sbagliato, se n'erano accorti da subito anche all'ufficio tecnico comunale, costretto nel 2000 a fare marcia indietro sui propri programmi e a far fronte a un'ulteriore spesa: 30 milioni di euro dati al Dipartimento di progettazione architettonica e ambientale (diretto da Aldo Loris Rossi). E i risultati di questa indagine non sono dei migliori: ancora una conferma sui lavori che sono stati eseguiti male. --------------------------------------------------------------------------------
ERCOLANO: Villa Matarazzo cade a pezzi
A Ercolano, una città italiana, il giardino che doveva essere il simbolo del riscatto dalla camorra è stato trasformato in un luogo di degrado e abbandono. Il sito doveva ospitare un teatro e un centro oncologico, ma a causa di querelle politiche e errori nell'esecuzione dei lavori, l'edificio è ancora chiuso. La struttura è stata arredata con una spesa di 413 mila euro, ma i lavori di ristrutturazione sono stati eseguiti male e la struttura rischia di cadere a pezzi.
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