A luglio scade la sospensiva dei permessi richiesti per zone sature. Il sindaco annuncia la bocciatura delle autorizzazioni in stand by in attesa che i consulenti presi per l'urbanistica trovino soluzioni Ma per Petri (An) è «inutile» e prematuro fare questi annunci Finisce la sospensiva per le zone sature, ma ancora manca il nuovo regolamento urbanistico LUCCA. Da luglio il Comune boccerà le richieste di permessi a costruire in zone considerate "sature" dal punto di vista dei volumi e delle superfici occupate. Fra meno di due mesi, dunque, finirà la moratoria per le pratiche che, da luglio del 2008, hanno ottenuto una sospensiva che non può andare oltre gli 11 mesi. E in attesa del nuovo regolamento urbanistico, annuncia il sindaco, scatteranno i dinieghi evitati finora «perché se non c'è spazio non si può costruire». Intanto il Comune dà il via anche alla revisione del piano LUCCA. I dinieghi scatteranno a luglio. Il Comune - annuncia il sindaco Mauro Favilla - boccerà le concessioni edilizie tenute sospese dall'anno scorso perché - ormai è un dato di fatto - non c'è (quasi) più spazio per costruire, almeno in base alle previsioni dell'attuale regolamento urbanistico. Per cambiare la situazione serve un nuovo regolamento urbanistico, già in fase di elaborazione, come spiegano gli architetti Gilberto Bedini e Alessandro Cinquini, consulenti del Comune. Di sicuro, però, questo regolamento non sarà pronto in un paio di mesi. In tempo per evitare i dinieghi. La bomba scoppia nella prima riunione fra i tecnici incaricati dal Comune anche di rivedere il piano strutturale per adeguarlo alla legge regionale sull'urbanistica entrata in vigore nel 2005, dopo l'approvazione del regolamento urbanistico di Lucca (marzo 2004). I due professionisti concordano con quanto da tempo denunciato dal centrosinistra: nelle varie zone (Utoe) in cui è diviso il territorio comunale dal piano strutturale è stato costruito più di quanto consentito dalle regole in vigore. Perciò diventa necessario approvare un nuovo regolamento urbanistico, necessario sia a sanare gli sforamenti (di volume e superficie) che si sono già verificati sia a individuare modi e luoghi dove continuare a far costruire, visto che la domanda c'è, nonostante le 2000 abitazioni invendute. Il problema, però, è che mentre si lavora al nuovo regolamento urbanistico, scade la moratoria approvata a luglio 2008 per le richieste di concessioni edilizie in zone già sature, dove si è consumata superficie e volumetria disponibile. La sospensiva - ricorda il sindaco - viene concessa, «a tutela degli interessi dei cittadini, per evitare un diniego al permesso a costruire in un momento in cui non può essere rilasciato o per la normativa in vigore o per la situazione che si è creata. La sospensiva (una volta concessa di cinque mesi e poi di sei) può essere rinnovata solo per due volte». Quindi, la "moratoria" accordata dal consiglio comunale il 28 luglio 2008 scade a fine giugno, come evidenzia, a nome del Pd, Celestino Marchini secondo il quale il nuovo regolamento urbanistico serve «a sanare gli sforamenti di volume nelle varie zone. A sanare tutto, insomma. Di fronte alla prospettiva di avere il nuovo regolamento, però, ho voluto sapere che cosa succederà dei permessi a costruire che godono ancora della sospensiva. E la risposta del sindaco è stata secca: scaduta la moratoria, verranno tutti respinti». In effetti - evidenzia Favilla - la questione è molto semplice: «Se non c'è spazio per costruire ci sarà il diniego alla domanda di permesso. Tuttavia, gli architetti, che sono tecnici, sono stati meno assertivi di me. Alla commissione urbanistica hanno spiegato che, in vista del nuovo regolamento urbanistico, se emergeranno soluzioni e possibilità diverse, non è detto che ci siano solo dinieghi. I professionisti, dunque, hanno attenuato la mia posizione. Tuttavia, come ripeto, se la situazione resta sta quella attuale, con le Utoe sature, i dinieghi ci saranno». Non la pensa così Fabrizio Petri di An, secondo il quale è «inutile al momento preannunciare dinieghi a tutti coloro che attendono concessioni edilizie nelle Utoe per le quali, per 6 mesi, è stato rinnovato il provvedimento di sospensione. Infatti, i due professionisti in due mesi saranno in grado di ultimare una prima fase di "valutazione integrata iniziale" (di rapporto fra regolamento urbanistico e piano strutturale) prima di qualsiasi pronunciamento» su eventuali provvedimenti. Ma per Antonio Sichi, capogruppo di Rc, è improbabile che in due mesi (quanto manca alla scadenza della moratoria) possa essere anche solo adottato il nuovo regolamento urbanistico, unico strumento che potrebbe impedire i dinieghi. Non a caso anche i consiglieri del Pd - Serena Mammini, Celestino Marchini, Danilo Piuppani e Cecilia Carmassi - puntano l'accento sulle bocciature in arrivo: «Siamo allibiti visto che per mesi (dal novembre 2007) siamo rimasti inascoltati su quanto stava accadendo e sul fatto che il problema è che il regolamento urbanistico ha snaturato le previsioni del piano strutturale. Ma solo oggi si riconosce che è necessario scriverne uno totalmente nuovo». Nell'attesa - denuncia il Pd - «anche a causa di tutto il tempo perso e della assenza di un controllo e di una analisi complessiva di quanto avvenuto negli ultimi 5 anni, molti cittadini si troveranno a vedersi negati i loro diritti a costruire per i quali hanno versato anni di Ici. Ci chiediamo, quindi, quale contenzioso scaturirà da questa situazione». Il.Bo.